Ruggero Raimondi nel ruolo di
Don Profondo canta
"Medaglie incomparabili" ne
Il Viaggio a Reims di Gioachino Rossini
Ho trovato ieri questo video su YouTube e la cosa mi ha reso felice.
Ho acchiappato, come si suol dire, due piccioni con una sola fava.
Ruggero Raimondi è infatti uno di quegli uomini di cui sono profondamente innamorata da anni.
(A poco a poco ve ne parlerò, di questi miei amori --- è ormai giunta l'ora dell'
outing o, a piacer vostro del "Io (mi) confesso". Ma adesso non voglio divagare)
Questo allestimento de
Il Viaggio a Reims è il più bello che io conosca.
Insomma, ieri ho fatto tombola
L'allestimento è quello del 1984 e per quanto mi riguarda (e chi non la pensa come me peste lo colga) rimane mitico e leggendario --- ha avuto:
Claudio Abbado dir. d'orchestra
Un
cast di cantanti che all'epoca era il meglio del meglio e cioè:
Cecilia Gasdia, Lucia Valentini Terrani, Lella Cuberli, Frank Lopardo, Ferruccio Furlanetto, Enzo Dara, Ruggero Raimondi, Carlos Chausson, Lucia Valentini-Terrani, Chris Merrit, Montserrat Caballé, Giorgio Surjan.
Regia di
Luca Ronconi
Scenografia di
Gae Aulenti.
Non credo di dover spiegare perchè questo cast era superbo.
Da tempo cerco disperatamente un decente DVD di quell'allestimento, ma non lo trovo. Io posseggo solo la VHS della registrazione da me stessa medesima realizzata quando una delle serate venne trasmessa dalla RAI
La RAI d'antan, of course. Oggi ce le sogniamo, robine del genere.
Per quanto mediocre sia la qualità della mia VHS, assicuro che la custodisco come nemmeno il Santo Graal.
Se però qualcuno dei viandanti che si trovano a passare da queste parti mi desse notizia di un DVD da acquistare, della cosa sarei molto grata.
Ci sono due modi di vedere/ascoltare
questa intervista.
Una modalità è quella di essere attenti prevalentemente agli elementi tecnici.
L'altra (ed è quella che ho privilegiato io, che di tecnica del bel canto molto ignorante sono) è quella di apprezzare la modalità con cui Raimondi spiega i problemi di un cantante lirico.
Per esempio: cosa comporta il cantare dovendo muoversi e recitare sul palcoscenico.
E poi, scusatemi tanto, ma ho enormemente apprezzato la perfetta dizione italiana di Raimondi ed il suo corretto uso di congiuntivi e condizionali.
Tutte cose che dovrebbero esser normali e scontate ma che ahinoi oggi non lo sono.
E poi m'è piaciuta la tranquillità con cui parla del grande lavoro e dei problemi che stanno dietro una performance che magari sulla scena dura poi solo qualche minuto.
Basta, mi fermo qui, chè potrei continuare "pur troppo".
Il Viaggio a Reims (l'opera) >>
Il libretto dell'opera >>