Giovanni Paolo Pannini
Vedute di Roma moderna (1758)
Leggendo in questi giorni la pagina dell'
epistolario di Tomasi di Lampedusa in cui egli parla di una sua visita alla Tate Gallery di Londra e delle sue impressioni davanti ai nove
ritratti della famiglia Wertheimer dipinti da John Singer Sargent o, ancora, la deliziosa nota di
Carlo Emilio Gadda su
due ritratti di Gioacchino Murat, e pensando a quanto innumerevoli siano i narratori e i poeti nelle cui pagine troviamo riferimenti alla pittura (
Proust,
Baudelaire,
Huysmans,
Flaubert e tanti tanti altri ancora, impossibile elencarli) mi è tornato in mente
un saggio del 1925 di
Virginia Woolf dal titolo
Visitando una galleria - Quadri dedicato proprio al
rapporto tra letterati e pittura. Ne riporto qui due passaggi.
"
Uno scrittore ha bisogno di un terzo occhio, il cui scopo è di aiutare gli altri sensi quando questi vengono meno. Ma non è per nulla sicuro che egli possa imparare qualcosa, direttamente, dalla pittura. Infatti si direbbe che, di tutti i critici di pittura, gli scrittori sono i peggiori: i più esposti al pregiudizio e alla distorsione. Se ci avviciniamo a uno scrittore, in una galleria di pittura, e una volta vinta la sua diffidenza gli chiediamo di dirci onestamente che cosa gli piace in quei dipinti, finirà col confessare che non è affatto l'arte della pittura. Cercano qualcosa che possa loro tornare utile. Soltanto così, quelle lunghe gallerie [...] diventano per loro sorridenti passeggiate, luoghi ameni pieni di uccelli, santuari dove regna supremo il silenzio".
D. Tenier
La galleria dell'arciduca Leopoldo Guglielmo a Bruxelles
Ma gli scrittori [...] non hanno la coscienza tranquilla. Nessuno meglio di loro sa, si dicono sottovoce, che non è così che si devono guardare i dipinti; che i letterati sono irresponsabili libellule, semplici insetti, bambini che distruggono capricciosamente le opere d'arte, staccando un petalo dopo l'altro. In breve, farebbero meglio ad andarsene, perchè qui, aprendosi come con i remi una strada attraverso le acque, con lo sguardo distratto, astratto, contemplativo, arriva il vero pittore; e mettendosi frettolosamente in tasca il bottino che sono riusciti a racimolare, gli scrittori scappano via, per non venire scoperti con le mani nel sacco e costretti a subire la massima punizione, la più squisita delle torture: dover guardare i quadri con un pittore".
(
Virginia Woolf, Visitando una galleria - Quadri)