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venerdì, 06 novembre 2009

L'OCA DI GERVAISE

Maria Shell Gervaise

L'Assommoir di Émile Zola è un romanzo potente e pullulante di sequenze memorabili.
Uno dei miei romanzi preferiti in assoluto, uno dei migliori del ciclo dei Rougon Macquart e un capolavoro della letteratura occidentale dell'Ottocento.

E' la storia dell'ascesa e della caduta di Gervaise Macquart che, da poverissima lavandaia sedotta e abbandonata da Lantier con due figli avuti da lui, riesce lavorando duro a riscattarsi socialmente e a diventare un'agiata borghese ma che poi, trascinata dal marito Coupon, sprofonda inesorabilmente nell'abiezione e nell'alcoolismo.

Questo romanzo durissimo, magnifico, crudele, magmatico e ribollente ha una struttura interna molto solida ed una ferrea simmetria.

Il momento centrale della storia occupa un intero capitolo, il VII, e descrive il grande pranzo offerto da Gervaise ad alcuni vicini, parenti e alle sue lavoranti per festeggiare il proprio compleanno.

Se i primi sei capitoli mostrano la fase emergente della bella, dolce, buona lavandaia, gli ultimi sei mostrano la fase discendente, lo sgretolamento della personalità di Gervaise, il suo diventare una sorta di capro espiatorio e vittima sacrificale del gruppo che la circonda.

Il giorno del grande pranzo è l'ultimo felice nella storia di Gervaise: da quel momento, per lei che un tempo aveva detto a Coupeau: "Il mio ideale sarebbe di lavorare tranquilla, di avere sempre un tozzo di pane e un buco un po' più decente per dormire [...] un letto, un tavolino, due seggiole e nient'altro [...] tirar sù  i miei figlioli, farne dei bravi ragazzi" e soprattutto "di non esser mai bastonata [...] tutto qui, vedete, tutto qui" comincia la discesa agli inferi della degradazione e dell'abbrutimento.
postato da: gabrilu alle ore 08:52 | link | commenti (11)
categorie: citazioni, libri, cinema, francia
lunedì, 19 ottobre 2009

FANCIULLE IN FIORE

Jean Beraud Bd St Denis

Jean Béraud
Parigi, il Boulevard St. Denis

Ne L'assommoir di Émile Zola pubblicato nel 1877 compare quella che sarà poi la protagonista di uno degli altri capolavori del ciclo dei Rougon - Macquart: Nana, figlia di Gervaise Macquart ed Henri Coupeau.

C'è un brano, nel cap. XI de L'Assommoir, in cui Zola descrive Nana ancora quindicenne che, con alcune sue coetanee tra cui l'amica Pauline forma una vera e propria "banda" di fanciulle che va a scorazzare nei boulevard parigini.

Parecchi anni dopo Marcel Proust, ne Alla ricerca del tempo perduto e precisamente in All'ombra delle fanciulle in fiore pubblicato nel 1919, descrive la prima volta in cui il Narratore vede il gruppo di ragazzine tra le quali ci sono Albertine e la sua amica Andrée che, come una piccola "banda", si diverte a passeggiare e correre lungo la diga di Balbec.

Sono rimasta colpita da alcune analogie (ma anche significative differenze) presenti nei due brani. Analogie e differenze tanto più interessanti in quanto si trovano in libri di due grandissimi scrittori che sulla natura e la funzione della scrittura e dell'arte avevano idee diametralmente opposte...
postato da: gabrilu alle ore 10:03 | link | commenti (6)
categorie: citazioni, libri, francia, marcel proust
venerdì, 02 ottobre 2009

PROUST OU LES INTERMITTENCES DU COEUR - ROLAND PETIT

Roland Petit Proust DVD
Roland Petit, Proust (ou Les intermittences du coeur), Balletto in due Atti e tredici Quadri.
Principali interpreti Manuel Legris; Eleonora Abbagnato; Hervé Moreau; Mathieu Ganio; coreografia Roland Petit; Orchestra Opéra National; The Paris Opera Ballet, 102 min., Anno 2007, Ducale Music, 2008


Trasporre in immagini À la recherche du temps perdu di Marcel Proust è sempre stato il sogno di illustri registi.

Qualcuno ci ha provato, qualcun altro ha lavorato anni per farlo ma poi non l'ha fatto.

Grandi sceneggiatori si sono messi all'opera, grandi costumisti si sono dati da fare. Tutti sono sempre stati concordi nel ritenere ardua l'impresa e comunque, sempre gli spettatori sono rimasti in qualche modo delusi.

Però quello che (ancora?) non è riuscito a fare un grande regista, a mio parere è riuscito a farlo un grande coreografo.

Il coreografo si chiama Roland Petit, che nel 2007 realizzò per l'Opéra national de Paris un balletto in due Atti e tredici Quadri intitolato Proust ou les intermittences du coeur .
postato da: gabrilu alle ore 18:49 | link | commenti (4)
categorie: musica, francia, marcel proust, arte e spettacolo
lunedì, 21 settembre 2009

LA PROMESSE DE L'AUBE - ROMAIN GARY

La promesse de l'aube
Romain GARY, La promesse de l'aube, Gallimard, Folio Plus Classique, numéro 169, 2009

Devo alla lettura di quello splendido libro di Tzvetan Todorov Memoria del male, tentazione del bene di cui ho già parlato >> qui la mia scoperta di Romain Gary.

Todorov considera infatti Romain Gary una di quelle figure esemplari di uomini e di donne  del Novecento che --- come Vasilij Grossman, Primo Levi, Margarete Buber-Neuman --- pur avendo vissuto in un periodo storico atroce e pur avendo attraversato esperienze orrende sono riusciti a mantenere intatto il senso dell'umano e a non lasciarsi prendere dal demone del manicheismo.

Non poteva perciò non venirmi la curiosità di leggere qualcosa di Gary e questo La promesse de l'aube è il mio primo approccio con quest'autore. 
postato da: gabrilu alle ore 14:56 | link | commenti (7)
categorie: libri, francia
lunedì, 31 agosto 2009

I PIACERI DELL'ACCHIAPPARELLO


"E' un'immensa partita a nascondino; l'Europa gioca ai quattro cantoni con l'America mentre i viaggiatori si abbandonano ai piaceri dell'acchiapparello; non appena gli svizzeri sono partiti per Positano o Rapallo, gli italiani prendono il loro posto a Saint Moritz, ed i francesi a Verbier; mentre i californiani visitano il paese di Shakespeare, gli studenti inglesi vengono ad occupare i sedili vuoti degli auditori di San Francisco. La gente di campagna non viaggia ancora; quando ci si metterà, bisognerà dirigerla sulle città, dove potrà occupare i letti vuoti dei cittadini."

(Paul Morand, Viaggiare)


Grande viaggiatore per lavoro (era un diplomatico) e per diletto, Morand mescola in questo gradevolissimo librino acute osservazioni sul moderno turismo di massa e ricordi personali sul modo di viaggiare all'inizio del Novecento.

Su questo tema, mi è sembrato delizioso il capitolo "Addio all'Orient Express" ricco di aneddoti sui bizzarri personaggi che popolavano un tempo questo celeberrimo treno.

E poi ci sono i consigli: per esempio questo su com'è utile conoscere le lingue, quando ci si reca all'estero:
"La conoscenza delle lingue straniere permette, in viaggio, di non comunicare con i propri compatrioti"
Mai motivazione mi sembrò più efficace.
Specialmente di questi tempi.
E' già da un po' che, quando vado all'estero, mi munisco di barba e baffi finti.

Altri consigli (riportati nel capitoletto "Bagagli") non mi sono molto utili.

Quelli, ad esempio, sul tema "del fare la valigia".

Nel far la valigia sono infatti, ormai, una sorta di Maga Houdini: riesco star fuori di casa per più di venticinque giorni solo con una trolley da "bagaglio cabina" (aerea, of course).

...Però suvvia, voglio egualmente riportare qualche consiglio di Morand.

Chi lo sa, magari i suoi consigli possono risultar utili ad altri
"Sapete fare le valigie? Sapete stringere delicatamente gli oggetti gli uni contro gli altri, in modo da evitare di trovare sopra quelli che erano sotto e viceversa?"

"Ricordate, acquistando una valigia, che nel corso di un lungo viaggio ci sarà sempre un momento in cui sarete costretti a portarvela da voi stessi"
postato da: gabrilu alle ore 15:30 | link | commenti (10)
categorie: citazioni, viaggi, libri, francia
venerdì, 28 agosto 2009

LE VIN DE SOLITUDE - IRÈNE NÉMIROVSKY

Le vin de solitude
Irène NÉMIROVSKY, Le vin de solitude, ed. Albin Michel, 2004, ISBN 2226156755

Il libro (del 1935) racconta --- in terza persona --- la vita di Hélène da quando è una bambina di otto anni sino alla maggiore età e si svolge tra l'Ucraina e San Pietroburgo, la Finlandia, Parigi.

Ucraina, 1914.

Hélène è una bambina molto sola, figlia unica e trascurata dai suoi genitori: il padre Boris Karol, un ebreo di modeste origini ("un obscur Juif")  che è riuscito a fare fortuna lavora ma soprattutto è un uomo divorato dalla passione per il gioco e non c'è quasi mai; Hélène vuole bene al padre, ma Boris è troppo preso dal gioco e dall'ossessione di far soldi per occuparsi di lei: una sera arriva al punto di dimenticarsi della figlia abbandonata per ore nella hall di un Casino.

La bambina    si sente come una valigia abbandonata  ("J'ai l'état d'âme d'une malle oubliée à la consigne", songea-t-elle en essayant de se moquer d'elle-même.)
postato da: gabrilu alle ore 12:47 | link | commenti (10)
categorie: donne, libri, francia
lunedì, 24 agosto 2009

UN VECCHIO VIDEO SU MARCEL PROUST



Marcel Proust in un prezioso vecchio video della RAI che ho scovato ieri.

La voce narrante fuori campo sono quasi certa essere quella del mai troppo rimpianto grande attore Romolo Valli (e se non si tratta di lui, gli assomiglia molto), le musiche di sottofondo sono di Franck e di Fauré (due dei musicisti cui Proust si ispirò per il personaggio di Vinteuil ed il suo Settimino).

Il tono generale è, a dire il vero, per i miei gusti un po' troppo melenso e sdolcinato ma a questo sono purtroppo rassegnata ormai da tempo: quando si parla di Proust lo si fa , ahimè, in genere in questo modo. Pazienza.

Il video mi sembra comunque ben fatto e interessante.

Niente di nuovo per chi già conosca la vita e l'opera di Proust, ma è una sintesi che magari può invogliare gli altri a saperne di più e ad approfondire.

Nel video c'è una buona iconografia e compaiono tre preziose testimonianze: Jean Cocteau, François Mauriac e Céleste Albaret.

E poi, c'è (almeno ai miei occhi) il fascino di questi vecchi video in bianco e nero e la nostalgia del "... c'era una volta la RAI".



Una testimonianza personale: è verissimo quello che dice la voce narrante circa la casa ed il giardino di Combray, allo stesso tempo "piccolo ma infinito".

Sono stata ad Illiers-Combray nel 2007 e ricordo benissimo lo stupore che ho provato nel vedere che il famoso giardino della casa della zia Léonie, quel giardino che nel romanzo sembra immenso è in realtà minuscolo, tutto sommato un piccolo cortile con alcune aiuole e, girando per l'altrettanto minuscola casa, entrando nella sala da pranzo, ho fatto fatica a pensare che lì dentro si svolgevano i sontuosi pranzi cucinati da Françoise.

Illiers Combray

Ma proprio constatando l'abissale differenza tra la realtà materiale e la sua rappresentazione letteraria che emerge dalle pagine della RTP mi sono resa conto, una volta di più, della straordinaria potenza trasfigurativa che può operare il genio di un artista.

N.B La foto della camera da pranzo è mia. Cliccare per ingrandire.
postato da: gabrilu alle ore 10:38 | link | commenti (10)
categorie: libri, francia, marcel proust, presi dalla rete
lunedì, 01 giugno 2009

I DONI DELLA VITA - IRÈNE NÉMIROVSKY

I doni della vita
Irène NÉMIROVSKY, I doni della vita (tit. orig. Les Biens de ce monde), traduz. Laura Frausin Guarino, p. 232, Adelphi, Collana Biblioteca Adelphi, 2009, ISBN 9788845923616

Per me, che i libri di Irène Némirovsky li leggo oggi, è difficile se non impossibile non tener conto, durante la lettura, del momento storico in cui essi furono scritti e del tragico destino personale dell'autrice.

Questo I doni della vita, ad esempio, venne scritto negli anni della seconda guerra mondiale quando la furia antisemita era al suo culmine e la Némirovsky, ebrea che viveva in Francia sin da bambina ma cui la Francia non aveva mai concesso la cittadinanza dovette accettare di pubblicare il suo scritto sul giornale di destra Gringoire, dove uscì a puntate tra aprile e giugno del 1941.

Irène ed il marito (anche lui ebreo), con due bambine piccole da mantenere, avevano un disperato bisogno di soldi.

Irène Némirovsky non poteva più firmare con il suo nome, perciò il romanzo venne pubblicato con la dicitura "romanzo inedito di una giovane donna" e solo nel 1947, cinque anni dopo la deportazione di Irène ad Auschwitz dove, già malata di asma, era morta di tifo, venne pubblicato in volume. 
postato da: gabrilu alle ore 12:27 | link | commenti (9)
categorie: libri, francia
giovedì, 28 maggio 2009

BREVIARIO DEI POLITICI

Luigi XIV Rossellini

Mi è capitato proprio in questi giorni tra le mani un libriccino dal titolo "Breviario dei politici secondo il Cardinale Mazzarino" con una bella introduzione del grande francesista   (e da me amatissimo) Giovanni Macchia.
Per la precisione, il titolo esatto del librino è

EPILOGO DE' DOGMI POLITICI
secondo i dettami rimastine
dal Cardinal Mazzarino
Dal Latino nell'Italiano idioma
trasportati ultimamente

Il Cardinal Mazzarino (o Mazarino), dopo essersi arricchito in vita, essere diventato l'uomo più potente di Francia, averne fatte di tutti i colori, esser stato (si dice) l'amante di Anna d'Austria morì però rimpianto ed assistito sul letto di morte da colui che sarebbe diventato il Re Sole e che lo stesso Mazzarino aveva contribuito ad educare per diventar tale.

Per inciso: fece anche di tutto per favorire le sue graziose giovani nipotine Geronima e Laura Margherita Mancini riuscendo a farle maritare con eccellenti partiti, eredi di famiglie tra le più antiche ed aristocratiche di Francia.

 Rendiamoci conto: a quei tempi non era possibile favorire nipotine e/o avvenenti fanciulle in altro modo, assegnando loro -- chessò, tanto per dirne una --- un Ministero o almeno un seggio in Parlamento.

... Dunque me ne stavo tranquilla con in una mano questo Breviario spulciando qua e là massime del tipo :

"Chi loda le sue cose in altrui presenza invita gli uditori a dimandargliene"

"Bisogna nell'encomiare, o biasimare altrui, non isfogar in troppe esaggerazioni; ma darne il tuo giudizio secondochè richiede la materia; per non rendersi cola troppa veemenza e calore, odioso"

"Leggi o non bisogna pubblicarne affatto, o rarissime"

"Non profferir mai parola disdicevole; poco meno lasciati indurre a qualche atto indecente, ancorchè naturale, e non già malizioso, perchè costoro vengono scherniti dagli altri".


Mazzarino non fu certo uno stinco di santo,  mi dicevo.

Stinco di santo   certamente      fu  nemmeno  (figuriamoci!)  Luigi XIV.

 Di fronte   però a personaggi di quella statura politica    m'è venuto di pensare  a certi politici nostrani ed in particolare a "quelo", che si crede Napoleone e Luigi XIV insieme ed allora...  e chissà perchè  m'ha preso  un attacco  di  scoramento.

  • Il il Breviario del Cardinal Mazzarino si può scaricare e leggere >> qui
  • Chi invece preferisse il volume tradizionale (io, confesso, sono tra questi) lo può trovare >> qui


  • Nell'immagine in alto, Jean Marie Patte (Luigi XIV) e Giulio Cesare Silvagni (Mazzarino) nel film di Roberto Rossellini del 1966  La presa del potere da parte di Luigi XIV   del quale avevo parlato >> qui
    postato da: gabrilu alle ore 13:19 | link | commenti (7)
    categorie: libri, francia, attualita e storia
    lunedì, 13 aprile 2009

    L'ANGELO DEL MALE (LA BÊTE HUMAINE) - JEAN RENOIR (1938)

    Jean Gabin-La Bete Humaine


    Il titolo originale di questo film, considerato assieme a La grande illusione uno dei capolavori di Jean Renoir, è La bête humaine ed è tratto dal romanzo omonimo di Émile Zola, diciassettesimo volume del ciclo dei Rougon-Macquart.
    postato da: gabrilu alle ore 15:43 | link | commenti (4)
    categorie: libri, cinema, francia, arte e spettacolo
    lunedì, 06 aprile 2009

    BARTHES e ZOLA

    La Bete Humaine Zola
    "Ironia della letteratura: gli scrittori non sono mai letti per quello che vogliono dire, per quello che essi credono di aver detto.

    La grande idea di Zola consisteva nell'ereditarietà dei crimini, dei vizi, delle tare, delle passioni: idea antica, rinnovata dalle tesi appararentemente scientifiche [...].

    Al giorno d'oggi nessuno ci crede, nessuno ci pensa: Zola è letto (e abbondantemente, forse è il romanziere più letto al mondo), ma senza che si abbia alla fine la minima coscienza del messaggio a cui egli teneva tanto, dal momento che egli ne fa la base di un'opera ciclica di venti romanzi.

    Fortunatamente esiste una sorta di dialettica della lettura e del talento; poichè egli aveva saputo guardare, leggere e decifrare il testo sociale della propria epoca, Zola, credendo di descrivere una catastrofe fisiologica, ha invece descritto il crollo storico di una società".


    (Roland Barthes, introduzione a La bestia umana di Émile Zola)
    postato da: gabrilu alle ore 09:10 | link | commenti (12)
    categorie: citazioni, francia, cose varie, leggere e scrivere
    giovedì, 05 marzo 2009

    LE MUSÉE IMAGINAIRE DE MARCEL PROUST - ERIC KARPELES

    Musée imaginaire de M. Proust
    Eric KARPELES, Le musée imaginaire de Marcel Proust. Tous les tableaux de À la recherche du temps perdu (tit. orig. Paintings of Proust: A Visual Companion to In Search of Lost Time), traduz. dall'inglese al francese di Pierre Saint-Jean, p. 352, 206 illustrazioni di cui 196 a colori, Thames & Hudson, ISBN 2878113268

    E' con vero entusiasmo che oggi voglio parlare di questo splendido ed utilissimo libro, irrinunciabile per tutti coloro che amano À la recherche du temps perdu, l'immensa opera di Marcel Proust.

    Ecco finalmente realizzato qualcosa che tutti i proustiani hanno da sempre desiderato: un'opera che elencasse e riproducesse le opere d'arte figurative che Proust cita o di cui parla nella RTP.

    Ecco un'opera la cui realizzazione ho sempre sognato, sin dagli ormai lontanissimi tempi in cui, a diciotto anni, lessi per la prima volta Alla ricerca del tempo perduto... 
    postato da: gabrilu alle ore 11:59 | link | commenti (23)
    categorie: libri, francia, marcel proust, arte e spettacolo
    domenica, 01 febbraio 2009

    INTORNO A MARCEL PROUST

    Intorno Marcel Proust
    Intorno a Marcel Proust. Musica, pittura e letteratura, a cura di Giuliana Giulietti, p.136, ed. Debatte, ISBN: 9788886705660

    Questo bel volume è stato pensato e realizzato nel 2006 a Livorno in occasione del centenario della pubblicazione di Sur la lecture, (in italiano lo si può trovare con il titolo Del piacere di leggere) il saggio scritto da Marcel Proust come prefazione alla sua traduzione di Sesamo e i gigli di John Ruskin.

    Il volume, a cura di Giuliana Giulietti, stampato grazie al contributo della Cassa di Risparmio di Livorno è graficamente molto elegante, ricco di splendide illustrazioni che riproducono foto d'epoca ma soprattuto alcuni dei dipinti più amati da Proust o che troviamo nelle pagine di Alla ricerca del tempo perduto.

    I saggi (quattro) contenuti nel volume sono frutto della collaborazione e del contributo di Mariolina Bongiovanni Bertini che analizza a fondo il saggio di Proust Sulla lettura, Giuliana Giulietti che esplora il tema della colpa e della redenzione in Proust centrando l'attenzione in particolare su La prigioniera e Il Tempo ritrovato, lo storico dell'arte Vincenzo Farinella che scrive su Proust e il giapponismo (tanto presente nella RTP) e la musicologa Albarosa Lenzi Barontini che ci accompagna nell'universo musicale di Proust e della Recherche.

    Il tutto corredato da una accurata cronologia della vita e delle opere di Proust e da una ricca bibliografia.

    Nell'introduzione si legge che i saggi contenuti nel volume "hanno lo scopo di diffondere una conoscenza più vasta e precisa dell'opera di Marcel Proust, questo grandissimo scrittore che all'arte ha sacrificato la vita".

    Ed allora voglio anch'io, con questa segnalazione, dare il mio pur piccolissimo e modesto contributo.


    Claude Monet-La Japonaise
    Claude Monet
    La Japonaise (Madame Monet in costume giapponese), 1875-1876
    Boston, Museum of Fine Arts


  • Scheda del libro >>
  • Il saggio di Vincenzo Farinella Il Giapponismo in Europa all'alba del Novecento: un sondaggio proustiano >>
  • postato da: gabrilu alle ore 00:16 | link | commenti (2)
    categorie: libri, francia, marcel proust
    giovedì, 01 gennaio 2009

    IL SILENZIO DEL MARE (2)

    Le silence de la mer

    Melville- Vercors.
    Vercors- Melville.

    Del bellissimo lungo racconto di Vercors (Jean Bruller) e del film che ne aveva tratto Jean Pierre Melville avevo già parlato in un post precedente.
    Avevo visto il film in TV secoli fa, l'avevo poi cercato ma non ero riuscita a trovarlo.

    Mi è stato regalato per Natale da un frequentatore di questo blog, assieme ad altri film molto difficili da reperire. L'ho già ringraziato in privato, ma voglio farlo anche qui, pubblicamente, e condividere con voi alcune immagini del film accompagnate da stralci dal testo di Vercors.

    La prima sequenza del film mostra un uomo che a Parigi, al Pont des Arts,
    postato da: gabrilu alle ore 12:48 | link | commenti (8)
    categorie: citazioni, libri, cinema, francia, arte e spettacolo, presi dalla rete
    sabato, 11 ottobre 2008

    CÉSAR BIROTTEAU - HONORÈ DE BALZAC

    Ingres

    Jean-Auguste-Dominique Ingres
    Ritratto di M. Philibert Rivière (part.)
    1805, olio su tela, Musée du Louvre, Parigi.

    "Qui [in banca] si tramavano quegli imbrogli spolverati di legalità che consistono nel finanziare senza compromettersi imprese losche per poi aspettarne il decollo, ucciderle e impadronirsene, chiedendo indietro i capitali in un momento critico: una manovra tremenda che ha rovinato tante persone e imprese".
    postato da: gabrilu alle ore 16:10 | link | commenti (7)
    categorie: francia