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mercoledì, 09 dicembre 2009

LETTERA DI UNA SCONOSCIUTA - STEFAN ZWEIG

Zweig Lettera di una sconosciuta
Stefan ZWEIG, Lettera di una sconosciuta (Tit. orig. Brief einer Unbekannten), traduz. Ada Vigliani, p.88, Adelphi, Piccola Biblioteca Adelphi, 2009, ISBN 9788845924460

Un libriccino (solo 88 pagine, lo si può leggere in un'ora) che mi ha dato molto da pensare.

Cerco di andare con ordine.

Il famoso romanziere R, tornato a Vienna dopo "una ritemprante vacanza ", si rende conto che è il giorno del suo quarantunesimo compleanno.

Arrivato a casa, la sera gli viene consegnata una strana busta che non presenta informazione alcuna circa il mittente. La apre con noncuranza.

La lettera è di circa venti pagine. Non è firmata. In alto, a destra, poste come intestazione e apostrofe, solo le parole

"A te, che mai mi hai conosciuta".

Una donna gli dice che il proprio bambino è appena morto, e che lei sta scrivendo accanto al corpicino esanime del figlio.

L'attenzione dell'uomo è catturata. Egli si immerge totalmente in una lettura che lo occuperà fino all'alba.
postato da: gabrilu alle ore 19:49 | link | commenti (10)
categorie: donne, libri, mitteleuropa
lunedì, 16 novembre 2009

EVELINA - FANNY BURNEY

Frances Burney

Edward Francisco Burney
Fanny Burney, 1784-85 ca.
National Portrait Gallery

Frances (Fanny) Burney è l'autrice del romanzo di cui voglio parlare oggi e che si intitola Evelina.

Pubblicato anonimo nel 1778 e tradotto ora per la prima volta in edizione italiana dalla casa editrice Fazi a cura di Chiara Vatteroni, Evelina è il primo romanzo dell'allora ventiseienne Frances (Fanny) Burney, considerata oggi, come ricorda Chiara Vatteroni nella sua eccellente postfazione, una delle madri del romanzo inglese e che finalmente si sta riscoprendo anche in Italia dopo secoli di oblio. 
postato da: gabrilu alle ore 15:11 | link | commenti (9)
categorie: donne, libri
domenica, 11 ottobre 2009

LASCIAMI ANDARE MADRE - HELGA SCHNEIDER

Lasciami andare madre
Helga SCHNEIDER, Lasciami andare, madre, p.130, Adelphi, La collana dei casi/Saggistica, 2001, ISBN 9788845915932

Quella che segue è una mia recensione scritta e pubblicata qualche anno fa a Palermo su MEZZOCIELO, una rivista bimestrale di politica cultura e ambiente pensata e realizzata da donne.


Berlino, luglio 1941.

La piccola Helga Schneider di quattro anni e il fratellino Peter vengono abbandonati dalla loro madre.

La donna, fanatica nazista, lascia anche il marito Stefan per andare ad arruolarsi nelle SS, l'ordine nero di Himmler.

Diventerà una delle più spietate guardiane del campo di sterminio di Birkenau.

Helga rivedrà sua madre solo altre due volte nella vita.
postato da: gabrilu alle ore 12:31 | link | commenti (28)
categorie: donne, libri, germania, attualita e storia
venerdì, 09 ottobre 2009

HERTA MÜLLER NOBEL PER LA LETTERATURA 2009

Herta Muller


"Con la forza della poesia e la franchezza della prosa, descrive il panorama dei diseredati": questa la motivazione con la quale l'Accademia di Svezia ha assegnato alla scrittrice romeno-tedesca Herta Müller il premio Nobel 2009 per la letteratura.

Sconoscevo completamente quest'autrice, ma invece di perder tempo in sterili rimpianti , mugugni e piagnistei  sul perchè e il percome ancora una volta non hanno dato il Nobel a questo/a o quell'altro/a degli scrittori e delle scrittrici più noti/e ed amati/e ho cercato di sapere qualcosa di più di questa.

Ho scoperto una donna dalla biografia molto travagliata e che nella sua vita deve averne viste davvero di tutti i colori.
postato da: gabrilu alle ore 13:40 | link | commenti (16)
categorie: donne, libri, presi dalla rete
venerdì, 28 agosto 2009

LE VIN DE SOLITUDE - IRÈNE NÉMIROVSKY

Le vin de solitude
Irène NÉMIROVSKY, Le vin de solitude, ed. Albin Michel, 2004, ISBN 2226156755

Il libro (del 1935) racconta --- in terza persona --- la vita di Hélène da quando è una bambina di otto anni sino alla maggiore età e si svolge tra l'Ucraina e San Pietroburgo, la Finlandia, Parigi.

Ucraina, 1914.

Hélène è una bambina molto sola, figlia unica e trascurata dai suoi genitori: il padre Boris Karol, un ebreo di modeste origini ("un obscur Juif")  che è riuscito a fare fortuna lavora ma soprattutto è un uomo divorato dalla passione per il gioco e non c'è quasi mai; Hélène vuole bene al padre, ma Boris è troppo preso dal gioco e dall'ossessione di far soldi per occuparsi di lei: una sera arriva al punto di dimenticarsi della figlia abbandonata per ore nella hall di un Casino.

La bambina    si sente come una valigia abbandonata  ("J'ai l'état d'âme d'une malle oubliée à la consigne", songea-t-elle en essayant de se moquer d'elle-même.)
postato da: gabrilu alle ore 12:47 | link | commenti (10)
categorie: donne, libri, francia
mercoledì, 19 agosto 2009

GIOCARE CON LA VITA PER TUTTI I NOVANT'ANNI

Fernanda Pivano


Fernanda Pivano, nel suo ultimo articolo comparso sul Corriere della Sera lo scorso 18 Luglio, giorno del suo 92 compleanno:

Posso confidarvi che l' ultima volta che ho incontrato Gore Vidal per la presentazione di un suo libro, nel gennaio 2007, io ero appena uscita da un ricovero in ospedale e lui camminava aiutandosi con un bastone. Ma a cena, quando gli ho chiesto cosa potremmo fare insieme, lui mi ha risposto: «Let' s make a baby - facciamo un bambino». Forse è questo il segreto per riuscire a sopravvivere anche a questa età. Forse è questo il segreto del vecchio Suonatore Jones dello Spoon River caro alla mia giovinezza «che giocò con la vita per tutti i novant'anni»

Il testo integrale dell'articolo La mia giovane vecchiaia e il dono di Gore Vidal di Fernanda Pivano si può leggere >> QUI
postato da: gabrilu alle ore 12:51 | link | commenti (9)
categorie: citazioni, donne, libri, presi dalla rete
mercoledì, 01 luglio 2009

PINA



>>> Le  Sacre du Printemps <<<
Tra le coreografie    di Pina Bausch, una delle mie preferite
 
>>> Cafè Muller <<<
Straordinario. La musica è di Purcell.

>>> Barbe Bleue  <<<

Un estratto da uno spettacolo del 1977
La musica è quella di Béla Bártok.
Sì, proprio lui.
Tutto bello,  ma per me, diventa strepitoso a partire  dall' 1.57


Una delle cose che da sempre più mi è piaciuta della compagnia della Bausch è che le sue ballerine (e i suoi ballerini) non sono mai  scheletri ambulanti.

Sono tutte/i molto corpose/i, hanno cosce, muscoli, gambe e insomma hanno tutto quello che serve per essere esseri umani che danzano per esprimersi.

La fisicità, negli spettacoli della Bausch, era un qualcosa che veniva  valorizzato, non sublimato o negato.

Lo so  che sembra strano, eh, se poi guardiamo lei...
martedì, 03 febbraio 2009

ANTIGONI

Wajda Katyn
Agnieszka (Magdalena Cielecka) nel film Katyn di Andrzej Wajda (2007)

"L'Antigone di Sofocle non è un testo qualunque. E' una delle azioni durature e canoniche della storia della nostra coscienza filosofica, letteraria e politica."

(George Steiner, Prefazione a Le Antigoni)


Nella tragedia di Sofocle Antigone si ostina a pretendere che il corpo del fratello Polinice venga sepolto.
Antigone vuole che lo spirito di suo fratello possa riposare in pace.
postato da: gabrilu alle ore 01:07 | link | commenti
categorie: donne, libri, cinema
lunedì, 19 gennaio 2009

RAGAZZE IN UNIFORME - LEONTINE SAGAN (1931)

Madchen in uniform


Mädchen in uniform (Ragazze in uniforme) della regista Leontine Sagan, tratto dal dramma teatrale Gestern und Heute (Ieri ed oggi) di Christa Winsloe è un film davvero particolare che mi ha interessata molto per parecchi aspetti di cui parlerò.

La storia si svolge in Germania alla vigilia della guerra del 1914, in un collegio di Potsdam riservato a figlie di ufficiali che vi sono educate con severissima disciplina prussiana.
postato da: gabrilu alle ore 18:42 | link | commenti (7)
categorie: donne, cinema, arte e spettacolo
lunedì, 15 dicembre 2008

GRADIVA. VARIAZIONI SU UN TEMA

Gradiva
La Gradiva, particolare dal rilievo delle Aglauridi
Prima metà II sec. d.C.
Marmo, altezza 72 cm
Città del Vaticano, Museo Chiaramonti

"L'immagine riproduceva, a un terzo delle dimensioni naturali, una completa figura femminile nell'atto di camminare: una donna ancor giovane, ma non più bambina [...] Nel modo in cui la figura era riprodotta  traspariva qualche cosa di umano e di comune (ma non nel senso deteriore), in certo modo qualcosa di moderno. [...] Una figura slanciata e snella, la cui capigliatura lievemente ondulata era quasi completamente stretta da una sciarpa leggera. Non vi era alcuna civetteria nell'espressione del volto sottile; i suoi tratti
postato da: gabrilu alle ore 21:48 | link | commenti (3)
categorie: citazioni, donne, libri, cose varie
martedì, 09 dicembre 2008

IL MOMENTO - MAGDA SZABÓ

Magda Szabo
Magda SZABÓ, Il Momento (Creusaide) (tit. orig. A Pillanat), traduz. Vera Gheno, p. 260, Casa Editrice Anfora, codice ISBN-13: 9788889076200

"Perchè nel corso di ogni azione e di ogni vita c'è un momento, un unico momento soltanto, quando la mano che tiene l'urna della Sorte, la quale mescola ed estrae i tasselli del fato che registrano le fortune - sfortune a noi destinate, si ferma per il tempo di un respiro, e se qualcuno proprio in questa infinitesimale pausa fa un passo che lo porti nella direzione opposta rispetto alla via indicata per lui sul tassello che reca il suo nome, può percorrerla senza incappare nella punizione degli dèi: non lo fermerà neanche Giove." (p. 141)

Questo libro è il penultimo romanzo scritto da Magda Szabó prima della sua morte.

E' del 1980, ma l'autrice nella lunga e splendida introduzione --- che una volta tanto vale davvero la pena leggere "prima" di addentrarsi nel romanzo e non "dopo" come in genere faccio io --- in cui ci spiega nei particolari la genesi della sua opera, ci racconta che era stato da lei elaborato mentalmente in una gestazione durata più di trent'anni.

E' un romanzo molto particolare, che chiama in causa la mitologia greca ma anche l'epica romana e in particolare l'Eneide di Virgilio.
postato da: gabrilu alle ore 20:46 | link | commenti (7)
categorie: donne, libri, mitteleuropa
domenica, 07 dicembre 2008

ECUBA

Ecuba Priamo Ettore
Ettore giovinetto si arma tra Priamo ed Ecuba.
Anfora attica a figure rosse di Eutimide
Monaco, Staatliche Antikensammlungen

Magda Szabó, la grande scrittrice ungherese, nel suo penultimo romanzo Il momento, che ho appena terminato di leggere e di cui nei prossimi giorni spero parlerò, fa dire ad un certo punto ad uno dei suoi personaggi a proposito di Ecuba, regina di Troia e moglie di Priamo:

"...Non avrei mai pensato che la fantasia dei poeti fosse così povera [...] E' proprio una vergogna che la regina sia rappresentata mentre piange lo sterminio della sua famiglia torcendosi le mani, e che poi, rifugiatasi presso un altare, esali l'ultimo respiro accanto al cadavere del marito, o in un'altra versione che lavi, strofini e faccia le pulizie come serva di uno dei comandanti greci. [...] Credi che sarebbe stato possibile trascinare via Ecuba? Pensi che sarebbe stata in grado di piangere, di supplicare, di scappare strillando nella reggia? Come osa fare questo l'epica, come può tramandare così Ecuba, [...] Vergogna! [...] Il rapsodo canta la sua propria ricostruzione, e quello che l'uditorio vorrebbe, ovvero tollera di sentire.
Tutti sono tanto felici se in un certo momento e in una certa situazione si possono immaginare che anche Ecuba si sarebbe comportata come si sarebbe comportato chi ascolta la storia: piangere e scappare".


(Magda Szabó,   Il momento,  traduz. dall'ungherese di Vera Gheno.)


L' Ecuba di Euripide

Questa vecchia dinanzi alla tenda
conducete, o fanciulle, reggete
questa schiava, ora vostra compagna,
o Troiane, ed un tempo regina.


(Euripide, Ecuba, traduz. di Ettore Romagnoli.
 Il testo integrale >>qui)


Su via, misera, il capo dal suolo,
la cervice solleva. Non c'è
piú Troia, non sono regina
piú di Troia.
[...]
Ahimè, ahimè!
Qual mi manca motivo di piangere,
me tapina? La patria ho perduta,
i figli, lo sposo. O degli avoli
supremo fastigio magnifico,
tu dunque eri nulla!
Che devo tacere? Che devo
non tacere? Che piangere? Oh misera,
[...]
Rimane la Musa ai tapini,
nei cordogli che vietan le vittime.


(Euripide, Le Troiane, traduzione di Ettore Romagnoli.
Il testo integrale >>qui)



L'Ecuba di Virgilio

In mezzo al palazzo, a cielo aperto, s'ergeva
una grande ara e, accanto, un vecchissimo lauro,
proteso sull'ara, e con l'ombra abbracciava i penati.
Ecuba qui con le figlie invano intorno agli altari,
come colombe cacciate da nera tempesta,
strette insieme, abbracciando le statue dei numi, sedevano


(Virgilio, Eneide, Libro II, vv. 512 e segg., traduz. di Rosa Calzecchi Onesti)



L'Ecuba di Dante

Ecuba trista, misera e cattiva,
poscia che vide Polissena morta,
e del suo Polidoro in su la riva
del mar si fu la dolorosa accorta,
forsennata latrò sì come cane;
tanto il dolor le fé la mente torta.


(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, canto XXX, versi 16-21)
postato da: gabrilu alle ore 20:36 | link | commenti (1)
categorie: citazioni, donne, libri
lunedì, 27 ottobre 2008

DORA MAAR

Dora Maar, autoritratto
Dora Maar, autoritratto, 1935

Qualche giorno fa sono andata a vedere, qui a Palermo, la mostra "Il mondo fantastico di Picasso. La collezione Würth e opere ospiti" allestita nella Sala Duca di Montalto a Palazzo dei Normanni (>>qui e >>qui due articoli per chi volesse saperne di più).

postato da: gabrilu alle ore 17:14 | link | commenti (16)
categorie: donne, cose varie, arte e spettacolo
mercoledì, 22 ottobre 2008

FRANZISKA LINKERHAND - BRIGITTE REIMANN

Fransiska Linkerhand
Brigitte REIMANN, Franziska Linkerhand, traduz. dal tedesco di Antonella Cerminara, p. 544, ed. Voland, Collana Amazzoni, ISBN: 8888700315

Questo libro me lo aveva consigliato fuoridaidenti in agosto, qualche giorno prima della mia partenza per Berlino. Era ormai troppo tardi per procurarmelo e portarmelo in viaggio, ma non mi sono dimenticata del consiglio ed al mio ritorno l'ho comprato e l'ho letto in questi giorni. E' stata buona cosa leggerlo tranquillamente a casa, perchè pur essendo un ottimo romanzo non si tratta --- per i motivi che più avanti dirò -- di una lettura molto agevole e tanto meno "leggera". Non è insomma, a mio parere, un "libro da viaggio".

Non sapevo assolutamente nulla di questa scrittrice e così, volendo andare oltre le poche notizie presenti sul risvolto di copertina, mi sono documentata un po' girovagando per la rete.

Brigitte Reimann, nata a Burg nella Germania orientale nel 1933 è morta di cancro ad appena quarant'anni, ma nonostante la sua vita sia stata breve, ha vissuto intensamente, freneticamente.
postato da: gabrilu alle ore 13:55 | link | commenti (11)
categorie: donne, libri, germania
martedì, 07 ottobre 2008

CHANEL - PAUL MORAND

Paul Morand
Paul MORAND, Chanel, (tit. orig. L'allure de Chanel), traduz. Maurizio Ferrara, p.130, ed. Novecento, ISBN 9788837302788

Svizzera, inverno del 1946.
In un albergo di Saint-Moritz Paul Morand, lo scrittore che nel 1968 fu poi eletto Accademico di Francia, ritrova la sua vecchia amica Coco Chanel e insieme trascorrono parecchie serate a chiacchierare.

Lei si trova in Svizzera perchè alla liberazione di Parigi era stata arrestata come collaborazionista: aveva frequentato ed ospitato nel suo lussuoso appartamento del Ritz gerarchi nazisti, e di uno -- che prima della guerra era stato a Parigi come spia del Reich -- era stata anche l'amante. Non solo, ma la si era anche sospettata di avere svolto un'opera di mediazione (nome in codice "Operazione Modelbut e cioè "Cappello") tra Churchill ed Himmler perchè alla Germania sconfitta  fosse concessa una  pace onorevole.
Il suo arresto era durato solo poche ore (si pensò, in seguito, che in suo favore fosse intervenuto lo stesso Churchill) ma Coco, impaurita, era immediatamente scappata in Svizzera. Morand si trovava lì per ragioni analoghe: anche lui era coinvolto nei processi di epurazione per aver collaborato con il regime di Vichy.

Durante le serate trascorse insieme è soprattutto lei -- su sollecitazione di Morand -- a parlare. Ricordando il passato, l'infanzia, il successo, gli uomini della sua vita, enunciando la sua visione del mondo, delle donne, della moda.
postato da: gabrilu alle ore 00:49 | link | commenti (12)
categorie: citazioni, donne, libri, francia, attualita e storia