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lunedì, 04 gennaio 2010

I TACCUINI DI GUERRA DI VASILIJ GROSSMAN

Vasilij Grossman

Vasilij Grossman all'aerodromo di Ziabrovski, vicino Gomel, agosto 1941

Durante la Seconda Guerra mondiale Vasilij Grossman, il futuro autore di Vita e Destino, è corrispondente speciale per conto del giornale dell'Armata Rossa 'Krasnaïa Zvezda'.

Per l'URSS la guerra è cominciata il 22 giugno del 1941 con l'invasione tedesca dei territori russi battezzata da Hitler "Operazione Barbarossa".

Grossman, come centinaia di migliaia di altri cittadini sovietici, si presenta volontario e il 5 di agosto 1941 viene mandato  al fronte come inviato speciale di Krasnaïa Zvezda (Stella Rossa), il giornale ufficiale dell'armata sovietica per il quale lavorano anche altri scrittori come Constantin Simonov, Ilya Eheremburg, e poi Andrei Platonov.

Grossman segue così -- eccezionale testimone in prima linea -- tutto lo svolgimento del conflitto: dalla disfatta e dalla ritirata dei sovietici nella prima fase dell' Operazione Barbarossa (giugno 1941) sino alla battaglia di Berlino nel maggio del 1945 fermando nei suoi taccuini tutto ciò che vede e che colpisce la sua sensibilità.

La guerra si rivelerà una tappa fondamentale nel percorso che porta lo scrittore a prendere coscienza dei crimini del regime in cui è cresciuto ed al quale ha sinora aderito.

Grossman annota fatti e cifre, ma anche sensazioni, emozioni; si appunta aneddoti, brani di conversazione, liti e discussioni tra i comandati dell'Armata Rossa,  gli eroismi dei soldati e della gente comune; speranze e paure sue e di coloro che lo circondano: militari, contadini, povera gente delle città assediate o di  villaggi sperduti nelle immense distese dell'Ucraina e dello sterminato territorio delle Repubbliche Sovietiche.

Alcuni di questi appunti vengono immediatamente rielaborati e trasformati negli articoli destinati al giornale Stella Rossa.

Grossman serve la causa sovietica sul fronte con un orgoglio evidente che gli fa dimenticare i pericoli --- fisici ma anche politici --- cui va incontro. Scampato più volte alla morte come per miracolo, scrive articoli che gli guadagnano l' appassionata adesione dei lettori del giornale e lo pongono in prima linea tra i propagandisti sovietici.

Altri appunti costituiranno più tardi --- assieme alle lettere inviate a parenti o a giornalisti e scrittori amici come Ehremburg --- la "materia prima" dei grandi romanzi Il popolo è immortale, Per una giusta causa e soprattutto di quello che sarà il grande capolavoro Vita e Destino.

Tutti gli appunti descrivono quello che lo stesso Grossman definisce "La verità impietosa della guerra". La loro scoperta da parte del KGB sarebbe stata molto probabilmente fatale, per Grossman, che sempre di più critica propaganda, tattica e strategia ed insomma la gestione del conflitto da parte di Stalin e dei suoi più stretti collaboratori.


La lettura de Taccuini di guerra di Grossman è un'esperienza appassionante e anche sconvolgente perchè in questi testi buttati giù di getto e senza preoccupazioni  letterarie, si vede da subito l'eccezionale sensibilità descrittiva del romanziere come quando, ad esempio, evoca "l'odore abituale del fronte: qualcosa tra l'obitorio e la fucina".

Questi appunti, che culminano nella tremenda descrizione dell' "inferno di Treblinka" forniscono la misura del tormento personale che, durante tutta la guerra, opprime Grossman: nel 1941, infatti, egli non ha potuto far fuggire da Berdicev   sua madre che morirà vittima dei primi massacri commessi in Ucraina dai Tedeschi con l'aiuto e il sostegno di molti civili e cittadini ucraini.

Grossman farà rivivere la madre attraverso la commovente figura di Ira Sturm, in Vita e Destino. Ma questo non allevierà il senso di colpa che lo ossessionerà fino alla morte.

Grossman Carnet Attraverso questi scritti scopriamo la vita quotidiana dell'Armata Rossa ma anche della popolazione. Restrizioni, ritirate, sacrifici, attacco, difesa del suolo russo, liberazione... vediamo il popolo russo vivere al ritmo dell'avanzata delle armate di Hitler e delle disfatte dell'armata staliniana.

Con i Taccuini abbiamo   un'opera che presenta almeno tre grandi aree di interesse.

  Troviamo innanzitutto una storia della seconda guerra mondiale vista da parte dei sovietici attraverso gli occhi di un giornalista di grande talento.

Le pagine di Grossman ci accompagnano lungo la terribile disfatta e la grande ritirata del 1941, la presa di Orel, la ritirata davanti Mosca, la battaglia di Stalingrado, quella di Koursk, la riconquista da parte dei sovietici dei loro territori occupati e la loro avanzata attraverso l'Europa centrale.

Grossman descrive l'entrata delle truppe sovietiche a Varsavia, poi a Lodz e Poznam, racconta cos'è avvenuto durante l'occupazione nazista.

Arrivati finalmente in Germania descrive --- con grande onestà intellettuale e raccapriccio --- i saccheggi e gli stupri commessi dall'armata sovietica, descrive la presa di Berlino e conclude il suo percorso con l'ingresso dentro ciò che rimane della Cancelleria di Adolf Hitler.

Abbiamo    un contributo prezioso all'approfondimento della biografia di Vasilij Grossman, perchè queste pagine  ci consentono  di seguirne il percorso, ma anche gli interessi, i dubbi, gli interrogativi e gli choc  da lui  subiti durante la seconda guerra mondiale.

Patriota convinto, lo scrittore si impegna al massimo a descrivere l'exploit del popolo sovietico nel corso di quella che non a caso è rimasta nella storia con la definizione di "Grande guerra patriottica" ma allo stesso tempo non nasconde nulla di ciò che egli chiama, come ho già ricordato, "la verità impietosa della guerra".

Pagina dopo pagina, la disperazione della disfatta e l'indignazione verso l'incapacità dell'alto comando fanno spazio alla speranza delusa di una liberazione (militare) senza libertà (politica) ed alla desolata constatazione dell'onnipresenza della violenza della guerra e di una barbarie che contamina tutto e tutti.

Nella vita di quest'uomo che con le sue origini giudaiche non ha più, dai tempi della Rivoluzione bolscevica che un tenue  legame (la famiglia di Grossman era composta di ebrei laici) irrompe poi --- e nella maniera più atroce --- la questione ebraica.

Da un lato Grossman, che si è unito al Comitato antifascista ebreo (CAJ) constata che l'antisemitismo è sempre presente in URSS. Dall'altro, accompagnando le truppe che inseguono i nazisti, scopre l'ampiezza dei massacri che questi hanno commesso nei confronti degli ebrei nei territori occupati.

Viene a sapere che sua madre è stata assassinata dalle Einsatzgruppen e farà di lei uno dei personaggi più commoventi di Vita e Destino.

Sulla via di Berlino, scopre con orrore i campi di concentramento di Maidanek e l'inferno di Treblinka.

Più che mai rigoroso, annota fatti, cifre, ogni genere di dati.

Redige articoli sullo sterminio degli ebrei per un Libro Nero dedicato agli stermini nazisti, ma la pubblicazione di quest'opera verrà proibita dalle autorità sovietiche che non vogliono presentare gli ebrei come  principali vittime della guerra.

Sconvolto dai massacri sistematici dei quali ha scoperto l'ampiezza, Grossman comincia a riflettere sul legame tra questi crimini e la natura dei regimi totalitari.

C'è un'immagine --- terribile --- che nei Taccuini torna due volte: è quella della terra delle fosse comuni che  si muove e "vomita" i resti dei corpi che non riesce più ad assorbire e che, agli occhi di Grossman,  accomuna  i morti tedeschi in rotta sulla Bérézina nel 1943 agli ebrei assassinati a Treblinka...

Ancora un a volta, "l'impietosa verità della guerra"...

I Taccuini sono infine una formidabile fonte per tutti coloro che vogliono conoscere la materia prima su cui lo scrittore si è basato per i suoi racconti e i suoi romanzi di guerra e permette di valutare le eventuali differenze tra gli appunti presi "sul terreno" e la la loro rielaborazione letteraria.


C'è un aspetto, negli appunti i Grossman, estremamente importante.

Nonostante sia preso in pieno dalla furia della guerra, Grossman presta sempre una grandissima attenzione all'essere umano in quanto tale, all'essere umano anche il più semplice, il più insignificante; dal giovane prigioniero tedesco alla piccola contadina russa dai piedi nudi e sporchi. Delinea ritratti di militari e di civili, ne trascrive le conversazioni di cui si trova ad essere testimone o che gli riferisono i soldati da lui intervistati.

Parla degli stati d'animo, descrive la collera, la disperazione. Descrive i minimi dettagli della vita di ogni giorno, descrive i feriti che, all'ospedale, si impadroniscono dei giornali per poter con la loro carta farsi delle sigarette, quegli abitanti di Stalingrado che mangiano zuppa di cavolo all'ingresso di una casa bruciata.

L'attenzione di Grossman per i dettagli concreti e, soprattutto, verso gli esseri umani di ogni età e di ogni livello sociale è straordinaria.

Egli racconta con pudica tenerezza le storie dei suoi personaggi, le loro reazioni, i loro sentimenti, i loro sorrisi, i loro piedi che  sono spesso nudi e neri di fango e sporcizia.

I suoi scritti sono impregnati di dolcezza e compassione, ed è questo che li rende diversi da altri resoconti di guerra troppo spesso dominati interamente da idee e principi e che non lasciano spazio alle sensazioni ed alle emozioni.

Tornerò, su questi scritti, perchè troppe cose ancora ho da dire.

Per ora mi fermo qui.


I preziosissimi Taccuini di guerra di Vassilij Grossman, ritrovati nel 1955 negli archivi russi non esistono in italiano ma sono già da tempo pubblicati in Inghilterra e in Francia dove, detto tra parentesi, anche tutte le altre opere di Grossman sono   presenti in catalogo già persino in edizioni economiche.

Uno storico inglese, Antony Beevor, ha  ---  insieme a Luba Vinogradova ---   non solo selezionato e messo in ordine gli appunti di Grossman ma li ha anche "legati" tra loro fornendo utilissime notizie facilitando così di molto, a me lettrice comune, la contestualizzazione storica di ciò che andavo  leggendo.

Il volume, uscito nel 2005 in Inghilterra con il titolo A Writer at War è stato poi tradotto e pubblicato in Francia dalla casa editrice Calman-Lévy.

Non si tratta di un'edizione scientifica integrale, dotata di un apparato critico, ma di una raccolta di estratti dei Taccuini, di lettere e di testimonianze

Per questo motivo, la casa editrice francese Calman Lévy   (è questa l'edizione dei    Carnets che  ho letto io)  avrebbe fatto bene a mantenere il titolo originale inglese A Writer in War, che meglio esprime l'aspetto composito del libro, in cui si mescolano, come ho detto,  estratti di scritti diversi.

Spero proprio, in ogni caso, che anche in Italia si decidano a tradurre e pubblicare al più presto questi taccuini, perchè essi costituiscono una lettura fondamentale sia per chi conosca già il capolavoro Vita e Destino sia per chi non lo abbia ancora affrontato.

Vasilij Grossman Carnets de guerre




Vasilij GROSSMAN, Carnets de Guerre de Moscou a Berlin 1941- 1945, Textes choisis et présentés par Antony Beevor et Luba Vinogradova.
 Traduit de l'anglais et du russe par Catherine Astroff et Jacques Guiod , p.510, ill. in B/N, 2008, ISBN 2253122491



  • La scheda del libro >>
  • Il libro alla Fnac >>
  • Antony Beevor >>
  • Vasilij Grossman su NSP >>
  • postato da: gabrilu alle ore 00:51 | link | commenti (5)
    categorie: libri, russia, attualita e storia, vasilij grossman
    lunedì, 09 novembre 2009

    GLI SCOMPARSI - DANIEL MENDELSOHN

    Gli scomparsi Daniel Mendelsohn
    Daniel MENDELSOHN, Gli scomparsi (Tit. orig. The Lost. A search for six of six million), traduz. di Giuseppe Costigliana, p.722, Neri Pozza, Collana Bloom, 2007, ISBN 9788854502253

    Daniel Mendelsohn è un ebreo laico americano appartenente alla terza generazione di una famiglia di ebrei provenienti da Bolechow, (oggi Bolekhiv) ---- uno stethl dell'Europa orientale (Galizia) passato dall'impero austro ungarico ai polacchi, poi ai sovietici ed infine all'Ucraina --- riusciti ad emigrare negli Stati Uniti appena in tempo prima dell'inizio della Shoah.

    Insegna greco antico a New York.

    Proprio così: colui che si potrebbe immaginare ossessionato dall'Europa centrale lacerata nel corso dei secoli tra L'Austria-Ungheria, la Germania, la Polonia, l'Ucraina e la Russia, è in realtà un appassionato dell'antica Grecia, della mitologia, dei grandi classici latini e greci.

    Lui stesso, in un'intervista, ha spiegato le ragioni di questo amore dicendo: "Io sono ebreo ed omosessuale. La componente ebrea, in me, è la componente della tradizione della famiglia, del dovere. La componente greca, pagana, è quella del desiderio e del piacere".

    Articoli e saggi di Mendelsohn compaiono sul New Yorker, sul New York Times Book Review, sull' Esquire e Paris Review e in volumi antologici. Gli scomparsi non è il suo primo libro: prima di questo, nel 2001 aveva pubblicato The Elusive Embrace: Desire and the Riddle of Identity", che era stato premiato come libro dell'anno dal New York Times e dal Los Angeles Times.

    Questo libro è il risultato della ricerca personale che Daniel Mendelsohn ha condotto per far luce sul destino di alcuni membri della sua famiglia scomparsi nell'Olocausto.
    postato da: gabrilu alle ore 11:26 | link | commenti (10)
    categorie: libri, attualita e storia
    venerdì, 30 ottobre 2009

    LA CASA DEI BAMBINI DIMENTICATI - OWEN MATTHEWS

    Owen Matthews
    La madre di Owen Matthews, Mila (a sinistra) e la zia Lenina (a destra).
    © 2008 The New York Times Company dal libro "Stalin's Children"

    Il titolo originale di questo libro di Owen Matthews è Stalin's children. Per "bambini  di Stalin" si intendevano i figli di coloro che erano stati fatti sparire dalla polizia politica di Stalin nelle camere di tortura della Lubjanka o nei gulag siberiani. Questi bambini, che da un giorno all'altro si ritrovavano soli al mondo, senza genitori, e con parenti i quali --- se pur erano ancora in vita --- li fuggivano come fossero appestati venivano "presi in carico" dallo stato sovietico e rinchiusi in orfanotrofi governativi in cui venivano trattati come soggetti che, in quanto figli di traditori della Patria e "nemici del popolo", dovevano essere rieducati. Una sorta di gulag per bambini, insomma, in cui i piccoli venivano in realtà abbandonati e dimenticati.

    Il pur buono titolo italiano La casa dei bambini dimenticati rende solo in parte, io credo, la forza di quello originale il cui sottotitolo è altrettanto significativo: Three Generations of Love, War, and Survival.

    Lyudmila (Mila), la madre di Owen Matthews, autore di questo libro, era appunto una di quei "bambini dimenticati", una di quei "bambini  di Stalin".
    postato da: gabrilu alle ore 01:45 | link | commenti (6)
    categorie: libri, russia, attualita e storia
    domenica, 11 ottobre 2009

    LASCIAMI ANDARE MADRE - HELGA SCHNEIDER

    Lasciami andare madre
    Helga SCHNEIDER, Lasciami andare, madre, p.130, Adelphi, La collana dei casi/Saggistica, 2001, ISBN 9788845915932

    Quella che segue è una mia recensione scritta e pubblicata qualche anno fa a Palermo su MEZZOCIELO, una rivista bimestrale di politica cultura e ambiente pensata e realizzata da donne.


    Berlino, luglio 1941.

    La piccola Helga Schneider di quattro anni e il fratellino Peter vengono abbandonati dalla loro madre.

    La donna, fanatica nazista, lascia anche il marito Stefan per andare ad arruolarsi nelle SS, l'ordine nero di Himmler.

    Diventerà una delle più spietate guardiane del campo di sterminio di Birkenau.

    Helga rivedrà sua madre solo altre due volte nella vita.
    postato da: gabrilu alle ore 12:31 | link | commenti (28)
    categorie: donne, libri, germania, attualita e storia
    lunedì, 28 settembre 2009

    LA MIA ROTE FADEN

    Hannover - Rote Faden
    Hannover
    La "Rote Faden" dipinta sui marciapiedi del centro.
    Seguendola si viene condotti in un giro di circa quattro km.
    che tocca tutti i punti di principale interesse

    Un paio di mesi fa ho ricevuto un messaggio privato da parte di una occasionale frequentatrice di questo blog che, tra le altre cose, si chiedeva e mi chiedeva se anche io abitassi in Germania. Aveva notato una notevole presenza di post su letteratura tedesca, viaggi in Germania realizzati o desiderati. Lei è un'italiana che vive --- mi ha scritto --- in Germania. Le sarebbe piaciuto parlare dei tedeschi e della Germania tra noi italiane che vivono in Germania.

    Le ho detto che sono italiana, che vivo a Palermo ma che questo non mi impedisce di interessarmi alla Germania e... da allora è sparita.

    Qualche giorno fa invece, un'altra frequentatrice del blog, italiana che vive a Parigi e che conosce bene il mio amore per la Francia, Parigi, per la cultura ed in particolare la letteratura francese in una mail mi diceva, scherzando: "... ho notato dal tuo blog che negli ultimi tempi hai sviluppato un'insana passione per la Germania...".

    L'aggettivo "insana" era scritto --- ovviamente e tengo a ripeterlo --- in modo scherzoso.

    Però queste due mail molto diverse ma in qualche modo anche abbastanza simili mi hanno fatto un po' riflettere.
    postato da: gabrilu alle ore 15:10 | link | commenti (21)
    categorie: germania, cose varie, leggere e scrivere, attualita e storia
    venerdì, 25 settembre 2009

    HEIMAT

    Heimat


    Finalmente ho cominciato a vederlo anche io, sistematicamente e con attenzione, approfittando del fatto che i DVD di tutta la serie si possono acquistare in edicola con scadenza quindicinale, ottimamente doppiati in italiano.

    Il trailer che ho inserito è invece in tedesco con sottotitoli in inglese.



    Assieme ai telefilm americani --- l'unica cosa ormai che trovo guardabile in televisione --- ci sono un paio di serie che mi piacciono davvero molto --- la visione di Heimat costituisce la mia principale occupazione serale.

    Con Heimat sono arrivata al quarto film della prima serie (Heimat 1).

    Non voglio parlarne adesso, è ancora troppo presto.

    Posso solo dire, per ora, che la visione di questo che, con Berlin Alexanderplatz (1980) di Fassbinder, è stato uno dei due grandi eventi cinetelevisivi del decennio 1980-89 e -- dicono -- una delle serie televisive più apprezzate da Stanley Kubrick, è davvero un'esperienza straordinaria.

    Heimat


    Chi volesse vedere Heimat e non avesse la pazienza, la costanza o la voglia di andare in edicola ogni quindici giorni, può acquistare tutta la serie direttamente >> qui 

    Qualche link per saperne di più su quest'opera colossale:
  • La scheda su imdb >>
  • Ottime pagine in italiano sull' "epopea di Schabbach" >>
  • Su YouTube, stralci di un'intervista al regista e sceneggiatore Edgar Reitz (con traduzione italiana) >>
  • postato da: gabrilu alle ore 12:53 | link | commenti (32)
    categorie: germania, arte e spettacolo, attualita e storia
    mercoledì, 16 settembre 2009

    COME SI DIVENTA NAZISTI - WILLIAM SHERIDAN ALLEN

    Come si diventa nazisti
    William Sheridan ALLEN, Come si diventa nazisti. Storia di una piccola città 1930-1935 (tit. orig. The Nazi Seizure of Power. Experience of a Single German Town 1930-35), traduz. Luciana Pecchioli, Introduzione di Luciano Gallino, p. 298, Einaudi, Collana Einaudi Tascabili.Saggi, 2005, 9788806177690

    Da quali segnali, da quali sintomi si capisce se una nazione sta precipitando nella follia?

    Un libro di più di quarant'anni fa ma (purtroppo) di un'attualità davvero sconcertante ci aiuta a capirlo e dimostra come sia illusorio e profondamente sbagliato pensare "a me, a noi questo non potrebbe, non potrà mai succedere".

    E' l'eterna domanda del "come è stato possibile tutto questo?".

    Questo libro ci aiuta a capire che certe cose non solo sono possibili, ma possono sempre ripetersi. In altri tempi, in altri paesi, con altre persone, con altre modalità.

    Il problema è che coloro che le rendono possibili non si ripresentano mai con gli stessi vestiti e dunque l'altro eterno problema è: "come riconoscerli? Come cogliere analogie e differenze senza prendere cantonate sottovalutandoli o sopravvalutandoli? Come riuscire a non minimizzare ma nemmeno ad enfatizzare? Come riuscire a non essere ingenui ma nemmeno paranoici?" 
    postato da: gabrilu alle ore 18:09 | link | commenti (5)
    categorie: libri, germania, attualita e storia
    mercoledì, 01 luglio 2009

    PINA



    >>> Le  Sacre du Printemps <<<
    Tra le coreografie    di Pina Bausch, una delle mie preferite
     
    >>> Cafè Muller <<<
    Straordinario. La musica è di Purcell.

    >>> Barbe Bleue  <<<

    Un estratto da uno spettacolo del 1977
    La musica è quella di Béla Bártok.
    Sì, proprio lui.
    Tutto bello,  ma per me, diventa strepitoso a partire  dall' 1.57


    Una delle cose che da sempre più mi è piaciuta della compagnia della Bausch è che le sue ballerine (e i suoi ballerini) non sono mai  scheletri ambulanti.

    Sono tutte/i molto corpose/i, hanno cosce, muscoli, gambe e insomma hanno tutto quello che serve per essere esseri umani che danzano per esprimersi.

    La fisicità, negli spettacoli della Bausch, era un qualcosa che veniva  valorizzato, non sublimato o negato.

    Lo so  che sembra strano, eh, se poi guardiamo lei...
    domenica, 28 giugno 2009

    A ME PIACE RICORDARLO COSI'

    Michale Jackson

    Michael Jackson è morto, e spero che finalmente trovi un po' di pace, chè in vita non credo ne abbia avuta molta. 
    giovedì, 28 maggio 2009

    BREVIARIO DEI POLITICI

    Luigi XIV Rossellini

    Mi è capitato proprio in questi giorni tra le mani un libriccino dal titolo "Breviario dei politici secondo il Cardinale Mazzarino" con una bella introduzione del grande francesista   (e da me amatissimo) Giovanni Macchia.
    Per la precisione, il titolo esatto del librino è

    EPILOGO DE' DOGMI POLITICI
    secondo i dettami rimastine
    dal Cardinal Mazzarino
    Dal Latino nell'Italiano idioma
    trasportati ultimamente

    Il Cardinal Mazzarino (o Mazarino), dopo essersi arricchito in vita, essere diventato l'uomo più potente di Francia, averne fatte di tutti i colori, esser stato (si dice) l'amante di Anna d'Austria morì però rimpianto ed assistito sul letto di morte da colui che sarebbe diventato il Re Sole e che lo stesso Mazzarino aveva contribuito ad educare per diventar tale.

    Per inciso: fece anche di tutto per favorire le sue graziose giovani nipotine Geronima e Laura Margherita Mancini riuscendo a farle maritare con eccellenti partiti, eredi di famiglie tra le più antiche ed aristocratiche di Francia.

     Rendiamoci conto: a quei tempi non era possibile favorire nipotine e/o avvenenti fanciulle in altro modo, assegnando loro -- chessò, tanto per dirne una --- un Ministero o almeno un seggio in Parlamento.

    ... Dunque me ne stavo tranquilla con in una mano questo Breviario spulciando qua e là massime del tipo :

    "Chi loda le sue cose in altrui presenza invita gli uditori a dimandargliene"

    "Bisogna nell'encomiare, o biasimare altrui, non isfogar in troppe esaggerazioni; ma darne il tuo giudizio secondochè richiede la materia; per non rendersi cola troppa veemenza e calore, odioso"

    "Leggi o non bisogna pubblicarne affatto, o rarissime"

    "Non profferir mai parola disdicevole; poco meno lasciati indurre a qualche atto indecente, ancorchè naturale, e non già malizioso, perchè costoro vengono scherniti dagli altri".


    Mazzarino non fu certo uno stinco di santo,  mi dicevo.

    Stinco di santo   certamente      fu  nemmeno  (figuriamoci!)  Luigi XIV.

     Di fronte   però a personaggi di quella statura politica    m'è venuto di pensare  a certi politici nostrani ed in particolare a "quelo", che si crede Napoleone e Luigi XIV insieme ed allora...  e chissà perchè  m'ha preso  un attacco  di  scoramento.

  • Il il Breviario del Cardinal Mazzarino si può scaricare e leggere >> qui
  • Chi invece preferisse il volume tradizionale (io, confesso, sono tra questi) lo può trovare >> qui


  • Nell'immagine in alto, Jean Marie Patte (Luigi XIV) e Giulio Cesare Silvagni (Mazzarino) nel film di Roberto Rossellini del 1966  La presa del potere da parte di Luigi XIV   del quale avevo parlato >> qui
    postato da: gabrilu alle ore 13:19 | link | commenti (7)
    categorie: libri, francia, attualita e storia
    venerdì, 08 maggio 2009

    MONACO. QUALCHE FOTO E DISORDINATE CONSIDERAZIONI

    Monaco, Primo Maggio


    Ho messo su Flickr alcune foto scattate a Monaco. Sono >>> qui.

    Chi preferisse lo slide-show può andare direttamente >>> qui.

    Questa volta mi sono dedicata molto più a filmare che a fotografare. Mi piace moltissimo tutta la fase successiva del montaggio, del lavorare con suoni e musiche di sottofondo.

    Dal mio viaggio a Berlino ho ricavato un vero e proprio DVD della durata di circa un'ora e con tanto di menu interattivo che è stato molto piacevole vedere in compagnia sul televisore di casa seduti comodamente sul divano.

    Certo, questo tipo di scelta, a parte il lungo (ma, ripeto, per me molto divertente) lavoro che comporta, ha come rovescio della medaglia che un DVD non è condivisibile sulla rete come possono esserlo le foto.

    Metterò comunque, prima o poi, qualche spezzone su YouTube, dove però a causa della compressione cui vengono sottoposti i filmati la qualità risulta sempre necessariamente inferiore all'originale. Inoltre, su YouTube sono costretta a non usare le musiche che piacciono a me, perchè ci sono i vincoli del copyright e dunque devo utilizzare musiche libere da diritti ma che troppo spesso sono insipide e insoddisfacenti.

    Tornando alle foto di Monaco: qui nel post ne ho messo alcune che per me rappresentano, per dirla molto sinteticamente, "le due facce di Monaco".
    postato da: gabrilu alle ore 13:24 | link | commenti (13)
    categorie: viaggi, germania, attualita e storia
    domenica, 19 aprile 2009

    TUTTO SCORRE - VASILIJ GROSSMAN

    Grossman - Tutto scorre
    Vasilij GROSSMAN, Tutto scorre... (tit. orig. Vsë tecët ), traduz. di Gigliola Venturi, p.229, Adelphi, Collana Fabula, ISBN 9788845902482

    Tutto scorre..., il romanzo cui Grossman, già malato di cancro, lavorò ridefinendolo ed aggiustandolo continuamente sin quasi il giorno della sua morte avvenuta nel 1964 era stato iniziato nel 1955 ma poi messo da parte per Vita e Destino.

    Grossman riprese a lavorarci dopo la confisca da parte della polizia politica del manoscritto di Vita e Destino e la totale emarginazione operata nei suoi confronti da tutte le istituzioni sovietiche (Governo, Associazione degli Scrittori, giornali, case editrici) che lo avevano progessivamente ma inesorabilmente isolato.

    Il regime non lo aveva imprigionato e non l'aveva mandato a morte, ma gli aveva tolto qualunque possibilità di far sentire la propria voce.

    Grossman perciò scriveva sapendo perfettamente di non avere alcuna speranza di vedere il suo lavoro pubblicato in vita. Scrisse Tutto scorre per i posteri, per le future generazioni russe.
    postato da: gabrilu alle ore 10:16 | link | commenti (3)
    categorie: russia, attualita e storia, vasilij grossman
    domenica, 12 aprile 2009

    UN COLPO DI DADI NON ABOLIRA' MAI IL CASO

    Odilon Redon
    Odilon Redon
    Litografia per il poema
    Un coup de dés jamais n'abolira le hazard
    di Stéphane Mallarmé


    Il poema di Mallarmé lo si può vedere e leggere >>> qui in formato .pdf




    postato da: gabrilu alle ore 16:01 | link | commenti (3)
    categorie: citazioni, cose varie, attualita e storia
    giovedì, 19 marzo 2009

    LE OSSA DI BERDICEV. VITA E DESTINO DI VASILIJ GROSSMAN - JOHN E CAROL GARRARD

    Le ossa di Berdicev
    John e Carol GARRARD, Le ossa di Berdicev. Vita e destino di Vasilij Grossman (tit. orig. The Bones of Berdichev. The Life and Fate of Vasilij Grossman), traduz. di Roberto Franzini Tibaldeo e Marta Cai, p.488, Marietti 1820 editore, 2009, ISBN: 9788821194085

    Cominciamo dal titolo.
    Perchè intitolare Le ossa di Berdicev la biografia di Vasilij Grossman?

    Berdicev è una cittadina dell'Ucraina che conta circa 60.000 abitanti, tanti quanto ne contava all'inizio della Seconda guerra mondiale, solo che allora metà circa erano ebrei. Gli ucraini la chiamavano "la capitale degli ebrei".

    Nel XVIII secolo era stata un importante centro del movimento chassidico e nel XIX dell'Haskalah, l'illuminismo ebraico.

    Qui i soldati della Wehrmacht vennero accolti nel luglio del 1941 come liberatori dal giogo sovietico.

    Qui due mesi dopo le SS e gli Einsatzgruppen con il volenteroso sostegno e la complicità attiva degli stessi ucraini arruolati nella Polizei, fucilarono in soli tre giorni tutti i trentamila israeliti della città, nella prima operazione di eliminazione degli ebrei sistematicamente pianificata su vasta scala.

    Tra quei milioni di ossa di gente fucilata o gettata ancora viva nelle fosse comuni (malati o anziani per i quali "non valeva la pena sprecare nemmeno una pallottola") c'erano anche quelle di Ekaterina Savel'evna, la madre di Vasilij Grossman.
    postato da: gabrilu alle ore 16:10 | link | commenti (4)
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    lunedì, 02 marzo 2009

    STORIA NATURALE DELLA DISTRUZIONE - W. G. SEBALD

    W. G. Sebald
    Winfried George SEBALD, Storia naturale della distruzione (tit. orig. Luftkrieg und Literatur), traduz. di Ada Vigliani, p.150, Adelphi, Collana Biblioteca Adelphi, ISBN 9788845919237

    Alla fine della guerra, tra il 1943 e il 1945, oltre un milione di tonnellate di bombe inglesi ed americane piovvero -- nel corso di quattrocentomila incursioni -- su centotrentuno città tedesche provocando seicentomila morti fra i civili e sette milioni di senzatetto.

    Berlino, Dresda, Amburgo, Colonia, Monaco --- solo per citarne alcune, di quelle città -- bruciavano in roghi apocalittici e vennero ridotte a cumuli di macerie. "E' difficile" scrive Sebald "riuscire oggi a farsi un'idea anche solo vagamente adeguata" di quell'immane devastazione "e più difficile ancora riflettere sull'orrore che accompagnò tale devastazione".

    Eppure, quasi nulla di tutto questo compare dalle pagine della narrativa tedesca del dopoguerra.

    Perchè nella letteratura tedesca dell'immediato dopoguerra la distruzione delle città tedesche operata dalle forze aeree inglesi ed americane è pressocchè assente?
    postato da: gabrilu alle ore 20:21 | link | commenti (12)
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