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venerdì, 15 agosto 2008

DIECI ANNI

 Proust visto da Guidu Antonietti di Cinarca
Marcel Proust visto da Guidu Antonietti di Cinarca

Il 15 agosto del 1998 mettevo in rete le prime pagine del mio sito dedicato a Marcel Proust.

Il "mio Proust"   oggi compie dunque dieci anni. 

Mai, nemmeno nelle mie più spericolate fantasie, avrei osato immaginare che, come poi è avvenuto, negli anni il sito sarebbe diventato un punto di riferimento per appassionati di Proust e della sua opera che da tutto il mondo mi hanno scritto, incoraggiata, inviato suggerimenti e materiali di ogni genere, contribuito a correggere inesattezze, refusi.

Il visitatore frettoloso -- sul web la fretta è di default-- non può capire quanto lavoro ci sia dietro quelle pagine apparentemente semplici.
E' giusto che sia così.
Il visitatore fa il mestiere suo di visitatore e non ha il dovere di capire un bel niente: lui fa il visitatore. Se una cosa gli piace bene, se non gli piace se ne va da un'altra parte. E' un suo sacrosanto diritto.

Lavoro di consultazione, di ricerca di fonti iconografiche, di documentazione di ogni genere.
Ma anche lavoro "tecnologico".

Da autodidatta -- io non sono un'informatica -- ho dovuto imparare bene il codice HTML nel suo work in progress, a maneggiar Photoshop e relativi aggiornamenti, chè in questo mondo dei software non hai finito di imparare una cosa che se ne presenta subito un'altra. A destreggiarmi con gli script Java (e poi a mollarli, perchè appena imparati non servivano già più: nel frattempo erano arrivate altre diavolerie), prendere confidenza con i CSS e con i vari formati dei file audio e altri "ferri del mestiere" di cui prima sapevo poco o nulla.

Tutto questo cercando sempre di tener ben presente la rotta e fermo il timone sugli obiettivi che mi ero data: cercare di parlare in maniera semplice ma non semplicistica, seria ma non seriosa, piacevole ma non banale della mostruosa (nel senso proprio etimologico della parola "monstrum") complessa materia che, con una notevole dose di incoscienza avevo avuto la temerarietà di affrontare.

Essere esatta ma non pedante, leggera ma non frivola. Non cader nel pettegolezzo e nel gossip (con Proust questo pericolo è sempre in agguato).
Non scadere nel feticismo -- altro tremendo rischio, con Proust. Pochi al mondo riescono a non tuffarcisi. Di testa o di pancia.
Non scadere in quell'idolatria che Proust tanto detestava.
Ci sono riuscita? A volte penso di si, altre volte penso che avrei potuto fare di meglio, che questa o quell'altra cosa dovrei modificarla...

Per anni, il lavoro al sito ha impegnato tutto il mio scarso tempo libero. Quante notti, quante domeniche, quanti week end gli ho dedicato! Potrei scriverci sopra un libro.
In effetti, le persone che più assiduamente hanno seguito il mio lavoro più volte mi hanno detto: "Perchè non ne fai un libro?" o anche "Perchè non scrivi un articolo su questa esperienza, da pubblicare su una rivista cartacea?".

Ci ho sempre riso sopra.
Il "mio Proust" l'ho pensato sin dall'inizio per la Rete e da realizzare con il linguaggio della Rete il quale, checchè altri possano pensarne, sono profondamente convinta che sia completamente diverso da quello da utilizzare per un lavoro destinato alla pubblicazione su carta.

Ho sempre cercato --- per quanto è possibile farlo sul Web --- di tutelare i contributi inviatimi da terzi ma non ho mai messo vincoli di copyright sui miei testi e sulle mie elaborazioni.

So perfettamente che il sito viene abbondantemente "saccheggiato" soprattutto da studenti specialmente quando si avvicinano periodi di esame o di interrogazioni. Ma sono mica solo gli studenti, a saccheggiarlo.
Lo saccheggiano anche distinti accademici e accademiche al di sopra di ogni sospetto. Rubacchiano una citazione qui, un'immaginetta là. Non sanno che queste cose, chi gestisce un sito, ha gli strumenti per accorgersene.

A me, comunque, va bene così e mi limito a ridacchiarci sopra.
Certo, gradisco molto quando chi prende mi scrive due righe per chiedermi il permesso o almeno per informarmi e devo dire che la maggior parte delle persone ha la correttezza di farlo. Ma mi va bene comunque. Se non avessi voluto esser saccheggiata o copiata, meglio avrei fatto a non metter nulla in Rete. E' una decisione e una scelta che ho fatto a monte e della quale ancora oggi non mi pento.

Non voglio farla troppo lunga, alcune cose però tengo a dirle.

  • Ogni anno pago una cifra per il dominio e per lo spazio web che utilizzo. Oltre questa spesa, ce ne sono altre. Giusto per limitarmi ad una sola voce: libri e riviste che nel tempo ho ritenuto di dovere acquistare per approfondire, per non dare informazioni errate, per non essere troppo generica. Non avendo accesso alle fonti primarie (manoscritti etc.) ed essendo costretta ad utilizzare libri e riviste regolarmente in commercio, sono tanti gli acquisti che ho dovuto fare. La sezione "Proust" occupa ormai quasi un'intera parete di scaffali, nel mio studio.

    Però nonostante i costi e proprio perchè di questi costi sono consapevole sono molto soddisfatta di non esser mai stata tentata di accettare le proposte che di tanto in tanto mi sono state rivolte di inserire banner pubblicitari.
    Ho sempre detto "Grazie, no". Anche quando si trattava di banner di tipo "culturale": portali di libri, case editrici, segnalazioni di librerie antiquarie.

    Ho sempre tenuto alla mia assoluta autonomia, indipendenza e libertà. Quando ho segnalato un libro, una libreria on line, una pubblicazione, una rivista l'ho fatto sempre di mia iniziativa e seguendo i miei criteri di giudizio. Giusti o sbagliati che fossero.

  • Una grande, bellissima e gratificante sorpresa si sono rivelate per me le reazioni dei francesi.

    I miei testi sono esclusivamente in italiano. Mi ero ovviamente posta il problema di fare il sito bilingue ma la RTP è talmente sterminata e complessa che ho dovuto rinunciare al francese.
    Affrontare il sito in bilinguismo era impresa decisamente superiore alle mie forze.
    Per questo motivo, ero convinta che i francesi mi avrebbero snobbata o che comunque il mio sito sarebbe passato inosservato. Non solo non è stato così, ma sono ancora oggi stupefatta per la quantità di mail, di gentilezze, di riconoscimenti che mi sono venuti proprio da parte di francesi.
    Con molti dei quali si è poi sviluppato anche un rapporto personale, molti dei quali ho anche incontrato, mi hanno invitata ad iniziative su Proust, mi hanno invitata a casa loro. Non faccio nomi perchè non vorrei tralasciare di citarne qualcuno, ma se mi leggono sapranno bene che parlo di loro.

  • Nell' Hard Disk del mio computer c'è una cartella (che considero tanto preziosa da averne fatto più di una copia che tengo su altri supporti) in cui conservo tutte le mail che dal '98 ad oggi mi hanno inviato i visitatori del sito ed appassionati di Proust.

    Mi ha sempre affascinata e commossa constatare come la passione per l'opera di Proust sia assolutamente trasversale rispetto a collocazione geografica, livello di scolarizzazione, età anagrafica, professioni e mestieri, sesso, appartenenza politica, razze e religioni.

    Ho ricevuto lettere da professori universitari giapponesi, da parrucchieri romani, da ragazzi brasiliani, avvocati, pasticceri, medici, studenti, casalinghe, parlamentari di destra e di sinistra. Tassisti e ingegneri. Mi hanno scritto da Buenos Aires e da Tokyo, da sperduti paesini siciliani e dagli uffici della Comunità Europea.

    Nella diversità di stile, di contenuti, di richieste, in tutte dico tutte le mail c'è però sempre un comune denominatore. Tutti scrivono infatti:

    "... perchè Proust è come se parlasse di me. Proprio a me. Dice le cose che ho sempre pensato ma che non sono mai riuscito/a a formulare. Mi ha fatto conoscere me stesso/a".

    Per saperne di più su questa foto
    La foto di Proust dedicata a Céleste Albaret. E' la mia preferita.

    Il 90% dei miei interlocutori lo chiama "Marcel".
    Proust è forse l'unico Grande Autore che i suoi lettori chiamano subito per nome.

  • Sul sito c'è una pagina che ho voluto dedicare a tutti coloro che in mille modi hanno contribuito a rendere il sito più ricco, interessante, piacevole. L'elenco di queste persone si trova >>qui. Molti dei loro contributi li trovate invece >>qui. Mi farebbe davvero piacere se andaste a dare un'occhiata a quelle pagine. Se lo meritano.


  • Non aggiorno il sito dal settembre del 2007. Quasi un anno.
    Penso che riprenderò a lavorarci a settembre sicuramente per degli aggiustamenti: correzioni formali, una rinfrescata alle pagine. Cose di ordinaria manutenzione, insomma.
    Ma sono molto indecisa sul suo futuro.
    Perchè? Certo non perchè io mi sia stufata di Proust, tutt'altro.

    Potrei dire che sono stata "distratta" dal blog. Questo è sicuramente vero, ma non è il nodo della questione. I motivi veri della mia indecisione sono altri.

  • Proust mi fa paura.
    L'esperienza di tanti anni mi ha insegnato che quando (ri)comincio a lavorare con Proust vengo immediatamente fagocitata. Proust è totalizzante, è un amante possessivo e geloso, non ammette distrazioni, pretende ci si occupi solo di lui e a tempo pieno. Non lascia spazio a nient'altro. E' un Maelstrom.
    Stare con Proust è meraviglioso, ma si rischia di fare la fine di Albertine.

    E' stato anche per sottrarmi all'abbraccio di Proust che qualche anno fa ho deciso di aprire questo blog, ed è questo il motivo principale per cui ripeto anche ossessivamente che questo blog non ha e non vuole avere un progetto, che in questo blog voglio mettere solo quello che di volta in volta mi va di mettere, seguendo l'estro del momento e l'umore della giornata.

    I miei Happy Few tutto questo lo sanno, l'hanno capito.

    Perchè io, un progetto sul web ce l'ho già: è il sito di Proust ed è talmente impegnativo che l'idea di riprenderlo in mano da una parte mi attira in modo pazzesco, ne sento il richiamo, la mancanza e la nostalgia. Dall'altro, come dicevo, mi fa paura. Dieci anni fa mi sono gettata nell'impresa in modo assolutamente sconsiderato e incosciente. Ora ho la consapevolezza piena di quello che significa lavorare su Proust.

  • C'è ancora un altro motivo che determina la mia indecisione sul "che fare". Lavorare ad un sito che abbia Proust e la sua opera come oggetto significa avere la consapevolezza che si tratta di un lavoro infinito.

    Per la struttura stessa che ho privilegiato (quella ipertestuale) in questo lavoro non c'è e non potrà mai esserci un momento in cui poter mettere la parola "fine".

    Il momento della fine non potrà che arrivare sempre e comunque in modo assolutamente brusco ed arbitrario. Il sito non sarà mai "finito". Potrà sempre e soltanto risultare circolare ed incompiuto.

  • Questa idea, tutto sommato, non mi dispiace affatto.

    Mi piace pensare che non sarebbe spiaciuta nemmeno a Proust. Pardon... volevo dire a Marcel.

     Proust visto da Guidu Antonietti di Cinarca
    postato da: gabrilu alle ore 16:12 | link | commenti (24)
    categorie: libri, marcel proust, cose varie

    Commenti
    #1   15 Agosto 2008 - 19:37
     
    Auguri per questi primi dieci anni!
    a presto, Emilia.
    utente anonimo

    #2   15 Agosto 2008 - 21:48
     
    Che tu lo riprenda in mano oppure no, è comunque una meraviglia percepire la passione che ti anima riguardo questo progetto...una passione contagiosa :-)

    Ora ti racconto una piccola cosa. Tre anni fa circa, regalai la Recherche a mio papà...Per l'occasione, gli confezionai un bigliettino buffo, con la foto di Proust che, tramite un fumetto, gli diceva non ricordo più che cosa (credo gli facesse coraggio e lo esortasse a non scoraggiarsi di fronte a cotanta mole ;-)...bè insomma, andando in cerca di materiali su internet, ovviamente mi imbattei nel tuo sito, che mi fu d'ispirazione e di grande aiuto... A ben vedere, fu il mio primo vero contatto con l'universo della Recherche. Ecco, tutto qui: niente di che, in fondo.

    Però mi piace esser qui a dirtelo, adesso, e a ringraziarti con tre anni di ritardo.

    Auguri ;-)

    Serena
    utente anonimo

    #3   16 Agosto 2008 - 10:43
     
    Capperi! Allo scoccare del primo giorno del secondo decennio del tuo sito mi accingo a rileggere per l'ennesima volta la Recherche. Come viatico mi pare mica male. Sarà utile stavolta spizzicare un po' dalla carta e un po' dal web. Ti ringrazio anticipatamente.
    Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente fuoridaidenti

    #4   16 Agosto 2008 - 11:13
     
    E' inutile ripetere che gli apprezzamenti li hai meritati tutti.
    E che il rispetto per tutti coloro che ti hanno scritto e/o inviato il loro contributo ( avresti potuto non rammentarli in alcun modo) è un passaparola tra te e...Marcel, che ha molto gradito, ne sono sicura :)
    Ho letto, a proposito del viaggio, il tuo scritto sul "Compagno segreto", segno della considerazione che il tuo sito gode nella rete.
    Qualunque cosa tu decida di fare, noi non potremmo che ritornare a "Non solo Proust" per ri-leggerti: con immenso piacere.

    Elisabetta
    utente anonimo

    #5   16 Agosto 2008 - 11:20
     
    Ho letto questo tuo post con grande attenzione, trovo che la tua osservazione sull'impossibilità di considerare concluso il tuo lavoro sia molto intelligente.
    E poi pensa che tristezza dire "Ho finito"...finito cosa?
    Questi sono amori e passioni che non finiscono e lo so bene anch'io, che in altro campo ascolto con la stessa curiosità della prima volta un'opera, ed ogni volta ci trovo un particolare che m'era sfuggito.
    Ciao.
    Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente amfortas

    #6   16 Agosto 2008 - 15:08
     
    auguri! infiniti...
    ciao
    cris
    Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente khinna

    #7   18 Agosto 2008 - 08:54
     
    Grazie a tutte e a tutti
    Scusatemi se non rispondo adesso singolarmente ai vostri commenti. A settembre cercherò --- anche facendo tesoro dei vostri suggerimenti e considerazioni --- di tirare le fila di tutto :-)
    Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente gabrilu

    #8   18 Agosto 2008 - 17:10
     
    Vedi come non è solo Proust a "parlare di me" ma anche chi, come te, Proust lo conosce bene. Mi ritrovo in tante cose che scrivi: anche a me capita di aver "paura" di Proust. Mi ipnotizza. Anch'io, quando scrivevo un libretto senza pretese che tu peraltro hai letto, non credevo avesse un senso "concluderlo". Continua a lavorarci, tanto lo sai tu per prima che non hai altra scelta. Mario Lavia
    utente anonimo

    #9   18 Agosto 2008 - 17:17
     
    grazie del bellissimo sito. Proust insegna a capire tante cose e io l'ho letto aiutata dal tuo sito che considero tanto prezioso. Maria
    utente anonimo

    #10   27 Agosto 2008 - 12:12
     
    Auguri, Gabrilu, e mille complimenti, anche per tutti i riconoscimenti meritatissimi che ricevi dall'Italia e dall'estero. E' proprio così: Marcel ha il potere di far sentire chi lo legge una persona speciale, quello che realmente è: proprio come succede tra innamorati. E' per questo che ci si innamora di lui
    :-))
    Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Moher66

    #11   28 Agosto 2008 - 21:27
     
    Volevo ringraziarla Gabriella, e non è vero che non si percepisce l'immenso lavoro che c'è dietro questo splendido sito. La prima volta che ci sono capitato non mi sembrava vero...mi sono commosso, come quando ho sentito la prima volta la voce di Reynaldo Hahn, o quando ho visto muoversi e parlare Céleste nel documentario di Bertolucci. E quando recentemente "ho visto il letto di Proust" al museo Carnavalet...non si possono spiegare certe emozioni, in quei momenti diventiamo lui. Grazie ancora. Stefano
    utente anonimo

    #12   02 Settembre 2008 - 11:49
     
    Gabriella buongiorno,
    come commento Le riporto sotto un mio piccolo articolo che ho fatto pubblicare nell'area intranet del sito dell'azienda in cui lavoro.

    auguri per i prossimi 10 anni del sito!!!!

    Gainfarnco De Lullo
    ***************************
    Un viaggio meraviglioso

    “Per molto tempo sono andato a dormire presto. A volte, appena spenta la candela, i miei occhi si chiudevano così subitamente che non avevo nemmeno il tempo di dirmi: “mi addormento” e, mezz’ora dopo, il pensiero che era tempo di cercare il sonno mi svegliava; volevo posare il libro che credevo di avere tra le mani, soffiare sul lume; non avevo smesso dormendo di riandare con il pensiero a ciò che avevo letto, ma quelle riflessioni avevano preso una piega un po’ particolare; mi sembrava di essere io stesso l’oggetto di cui il libro parlava: una chiesa, un quartetto, la rivalità tra Francesco I e Carlo V. Questa certezza sopravviveva per qualche secondo al mio risveglio……”.

    Così ha inizio « À la recherche du temps perdu » di Marcel Proust.

    Purtroppo per me ho scoperto “Alla ricerca del tempo perduto” solo nel 1994.
    Non ho mai riletto un libro e mai rileggerò un libro, ho sempre preferito leggerne un altro e questo continuerò a fare.
    Ma sto rileggendo “Alla ricerca del tempo perduto”.
    Hanno definito la “Recherche” una delle più grandi avventure letterarie di tutti i secoli, un caposaldo della letteratura mondiale.
    La “Recherche” è un maestro, ci rende più sensibili, ci da il piacere della lucidità, ci stimola alla scoperta dei segreti della vita umana.
    Leggere la “Recherche” non è leggere ma ascoltare un caro amico.
    Leggere la “Recherche” lascia emozioni che ti seguiranno sempre.
    La “Recherche” non è un libro, non è un romanzo, è un’opera monumentale. Lo stesso Marcel Proust così la definiva alla sua governante Celeste Albaret:

    "Vedete, Céleste, io voglio che, nella letteratura, la mia opera rappresenti una cattedrale. Ecco perchè non è mai completa. Anche se già innalzata, occorre sempre ornarla d'una cosa o l'altra, una vetrata, un capitello, una piccola cappella che si apre, con la sua piccola statua in un angolo"

    (da "Monsieur Proust" di Céleste Albaret).

    Non aggiungo altro, a chi non ha mai letto la “Recherche”, a chi è interessato, a chi vuole affrontare un viaggio meraviglioso, segnalo il sito www.marcelproust.it .
    E’ un sito di grande pregio, di grande valore, fondamentale per la conoscenza di Marcel Proust e della sua opera. Più delle mie parole può una visita al sito e dopo (?): molti di voi vorranno leggere la “Recherche”. Poi scriviamoci.

    Gianfranco De Lullo
    utente anonimo

    #13   02 Settembre 2008 - 17:00
     
    Complimenti e auguri, Gabrilu!
    Dieci anni... caspiterina! Un record olimpico!

    Salutoni da

    Roby
    Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RobyBa

    #14   02 Settembre 2008 - 18:05
     
    tanti auguri! web a parte, penso che sarebbe carino se tu potessi trasferire alcuni dei tuoi contenuti con carta, anche per non dare troppo spazio agli imitatori... è carino e nobile da parte tua non dar peso a queste pratiche poco accademiche, poco corrette e poco nobili, ma io fossi in te riserverei un angolino del sito a questi prestiti privi delle dovute citazioni...
    Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente barbara34

    #15   08 Settembre 2008 - 08:35
     
    Auguri per questi primi dieci anni! il suo sito e' il piu bel sito che ci sia dedicato a marcel proust. thanks for everything.
    utente anonimo

    #16   11 Settembre 2008 - 21:44
     
    Complimenti e auguri...veramente una impresa titanica...attendo con trepidazione nuove recensioni cinematografiche...
    Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Scaglie

    #17   12 Ottobre 2008 - 03:17
     
    Grazie per il meraviglioso lavoro fatto e in bocca al lupo per quello a venire.
    grazie di cuore
    giuliano
    utente anonimo

    #18   03 Novembre 2008 - 01:17
     
    sono rimasto veramente stupito dalla meraviglia del tuo sito!!infiniti complimenti!è 1 dei migliori di sempre che abbia mai visitato!che bello che esistono persone rare come te!eccezionale, nn so dire altro!!un abbraccio da livorno
    utente anonimo

    #19   05 Novembre 2008 - 15:47
     
    grazie
    utente anonimo

    #20   04 Febbraio 2009 - 21:23
     
    Proust.. chissà perche' e' qualche tempo che continuo a pensare a proust, alla ricerca del tempo perduto.. di quanto anch'io ne sono alla ricerca.. ogni volta che penso .. beh.. forse dovrei leggerlo.. se ci pensi cosi' spesso ci sarà ben un motivo.. poi mi spavento e pensso che forse e' troppo impegnativo per me.. perche' mi han detto che e' difficile , impegnativo e bla bla bla.. Io non son un gran lettore, ma se trovo il feeling con il libro vado avanti alla grande..
    Stasera, dopo che ho scritto ad un amico che sono "alla ricerca del mio tempo perduto" , mi son messo in internet a cercare come si scrive il titolo in lingua originale e son incappato in questo sito davvero ben fatto.
    Ti faccio i complimenti e li faccio anche a tutti quelli che ho letto qui sotto, se leggero' La Recherche .. sarà anche merito vostro .

    A presto
    Federico.
    utente anonimo

    #21   20 Aprile 2009 - 09:38
     
    complimenti vivissimi per il tuo sito. C'è veramente tutto ciò che si vuole sapere su Proust. Mi permetto di farti una piccola segnalazione: Marie de Benardaky morì a Parigi il 28 agosto 1949 è riportato in http://terresdefemmes.blogs.com/mon_weblog/2007/02/13_fvrier_1991m.html
    un saluto Paolo Ferrero
    utente anonimo

    #22   02 Maggio 2009 - 09:06
     
    Un lavoro affascinante validissimo e freschissimo.
    utente anonimo

    #23   22 Maggio 2009 - 17:52
     
    Ho iniziato a "vivere di Marcel" da pochi giorni. E' vero, non è solo una lettura è una esperienza. Si finisce per vedere tante cose diversamente....bellissimo il blog ed il sito da cui nasce. Continua così...io ci sarò...
    utente anonimo

    #24   01 Giugno 2009 - 22:15
     
    Gentile Gabriella,
    la prima volta che ho letto Proust l'ho fatto per dovere scolastico, non ne sono più uscito.
    Erano gli anni '80, vorrei capire con lei le ragioni di tale passione (ossessione?).
    Vivo a Parigi da un anno (forse anche per questo) e non cesso di cercare, trovare, volere, e ostinatamente desiderare luoghi proustiani.
    Cosa differenzia il Signor Proust (come lo chiamava Céleste) dagli altri scrittori? E cosa ci differenzia dagli altri lettori?
    Vado sulla sua tomba periodicamente e mi ritrovo a comportarmi come il parente prossimo che la ripulisce e la tiene a bada da turisti, che al Père Lachaise sono come cacciatori di autografi. cos'è che che ci spinge a ciò? cos'è che ci spinge a questa dedizione totale? Stefano Lodirio stefano.lodirio@gmail.com
    utente anonimo

    Commenti