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venerdì, 09 maggio 2008

GUERRA E PACE - GLI SCENARI DELLA GUERRA

Guerra e Pace Bondarchuk

Palcoscenici della pace e scenari di guerra. Nel romanzo di Tolstoj si intrecciano, e la guerra contro Napoleone cambia drasticamente il destino di tutti i personaggi.

Il primo scenario di guerra che compare nel libro e nel quale è presente anche il Principe Andrej è la battaglia di Schöngraben, ma è soltanto un assaggio. Le grandissime, epiche sequenze di guerra sono, sia nel libro che nel film di Serghei Bondarchuk, sostanzialmente quattro.

Come avevo già scritto >>qui, per la realizzazione del film vennero utilizzate forze dell'esercito regolare dell'Armata Rossa e venne creato appositamente uno speciale corpo di cavalleria.
Sul making of  del film, se avrò tempo, avrei voglia di tornare. Guerra e Pace non è robetta che io riesca ad esorcizzare con pochi post. 

Guerra e Pace Bondarchuk
Il Generalissimo Kutuzov (Boris Zakhava)

  • La battaglia di Austerlitz (2 dicembre 1805) detta anche "la battaglia dei tre imperatori": lo Zar Alessandro I, l'Imperatore d'Austria Francesco I°, Napoleone Bonaparte Imperatore dei francesi.
    Russi e austriaci vennero sonoramente sconfitti.
    Austerlitz rimarrà per Napoleone la vittoria più sfolgorante di tutta la sua carriera.

  • Guerra e Pace Bondarchuk
    Il Generalissimo Kutuzov e il principe Andrej Bolkonsky, suo aiutante di campo

    "Dal mezzodi del 19 nelle supreme sfere dell'esercito ebbe principio un gran movimento, tra affannoso ed eccitato, che durò fino al mattino del giorno dopo, 20 novembre, in cui fu data la così memorabile battaglia di Austerlitz.
    [...]
    Il movimento concentrato, iniziatosi alla mattina nel quartier generale degli imperatori e che aveva dato l'impulso a tutto il movimento seguente, era simile al primo moto della ruota di fondo d'un grande orologio da torre. Una ruota si muove lentamente, una seconda gira, una terza, e le ruote, le carrucole, i rocchetti, si mettono a girare sempre più rapidamente, il carillon comincia a suonare, le figure a balzar fuori, e le lancette ad avanzare con esattezza, indicando il risultato di tutto il movimento."

    Guerra e Pace Bondarchuk
    Bagratiòn e Kutuzov ad Austerlitz

    Come nel meccanismo di un orologio, così anche nel meccanismo della guerra il movimento, quando l'impulso è dato, continua irresistibile fino all'ultimo risultato; e così stanno indifferentemente immobili le parti del meccanismo alle quali l'impulso non è ancora giunto, fino al momento in cui il movimento viene trasmesso. Le ruote sibilano sull'asse, ingranando coi denti, le carrucole cigolano per la rapidità del moto; ma la ruota vicina riamane tranquilla e immobile, come se fosse disposta a conservare per centinaia d'anni quella immobilità; ma il momento viene, una leva agisce, e, ubbidendo al movimento, la ruota stride girando e si confonde in un'unica azione di cui non si può comprendere nè lo scopo nè il risultato."


    Guerra e Pace Bondarchuk
    Il Generale Principe di Bagratiòn (Giuli Chokhonelidze) ad Austerlitz

  • L'epica battaglia di Borodinò (7 settembre 1812), a 125 km da Mosca. Fu la più grande battaglia campale combattuta in un sol giorno di tutta la campagna di Russia e di tutte le guerre napoleoniche: vi parteciparono oltre 250.000 uomini. Fu anche la più sanguinosa: le vittime delle due parti sono stimate in almeno 70.000, il che ne farebbe la battaglia più sanguinosa di tutti i tempi. A chi giovò quel macello? L'esito della battaglia fu incerto sotto il profilo tattico, ma poichè i russi indietreggiarono la vittoria strategica arrise apparentemente ai francesi che dopo pochi giorni entrarono a Mosca. Apparentemente, perchè l'essersi spinti fino a Mosca costituirà anche, secondo Tolstoj, il principio della fine dell'esercito napoleonico.


  • Guerra e Pace Bondarchuk
    Borodinò

    "Perchè e come furono date e accettate le battaglie di Scevardinò e di Borodinò? Perchè fu data la battaglia di Borodinò? Né per i francesi né per i russi essa aveva il menomo senso. La conseguenza immediata fu, e doveva essere, -- per i russi, che noi ci avvicinammo alla rovina di Mosca (ciò che noi temevamo più d'ogni altra cosa al mondo), e per i francesi, che essi si avvicinarono alla rovina di tutto l'esercito (ciò che essi temevano pure più di ogni altra cosa al mondo). Questo risultato era già da allora del tutto evidente, e nondimeno Napoleone diede, e Kutuzov accettò questa battaglia"

    Guerra e Pace Bondarchuk


    Guerra e Pace Bondarchuk


    Guerra e Pace Bondarchuk
    Pierre Bezuchov (Serghei Bondarchuk) sul campo di battaglia di Borodino

    Guerra e Pace Bondarchuk


    Guerra e Pace Bondarchuk


    Guerra e Pace Bondarchuk
    Il campo di battaglia di Borodino, il giorno dopo


    Guerra e Pace Bondarchuk
    L'esercito russo abbandona Mosca


    Guerra e Pace Bondarchuk
    Napoleone (Vladislav Strzhelchik) al Cremlino

    "Così Mosca era vuota, quando Napoleone, stanco, inquieto e accigliato, camminava avanti e indietro presso il bastione del Collegio di Camera, aspettando la deputazione, e cioè l'osservanza d'una cerimonia esteriore, ma necessaria, secondo il suo concetto.
    In diversi angoli di Mosca qualche persona si aggirava ancora, insensatamente, conservando le antiche abitudini senza comprendere che cosa facesse. Quando a Napoleone, con la dovuta cautela, fu annunciato che Mosca era deserta, egli guardò con collera colui che gli dava quella notizia e, voltandogli le spalle, continuò a passeggiare in silenzio"


  • L'incendio di Mosca. Abbandonata da tutte le autorità istituzionali e dalla maggior parte dei suoi abitanti, lasciata al saccheggio dei francesi, in breve tempo Mosca viene devastata da centinaia di incendi che nessuno è in grado di domare. Perchè Mosca venne incendiata?

  • Guerra e Pace Bondarchuk
    Soldati francesi e l'incendio di Mosca

    "I francesi imputarono l'incendio di Mosca au patriotisme féroce de Rastopchine; i russi, al fanatismo dei francesi. In sostanza l'incendio di Mosca non ebbe nè poteva avere altre cause, se per causa s'intenda qualcosa di cui si possa attribuire la responsabilità a una o parecchie persone. Mosca bruciò perchè era stata messa in tali condizioni, nelle quali ogni città costruita in legno deve bruciare, si abbiano o non si abbiano centrotrenta cattive pompe da incendio. Mosca doveva bruciare in conseguenza di ciò che i suoi abitanti l'avevano disertata, inevitabilmente, come deve prender fuoco un mucchio di trucioli su cui durante alcuni giorni piovano scintille"

    Guerra e pace serghei Bondarchuk

  • La drammatica ritirata dei francesi

  • Guerra e pace Bondarchuk

    "L'esercito non poteva ricomporsi in nessun luogo. Dalla battaglia di Borodinò e dal saccheggio di Mosca portava in sé quasi le condizioni chimiche della dissoluzione
    I soldati di quei corpi che erano stati un esercito fuggivano coi loro comandanti, senza sapere dove, desiderando (Napoleone come ogni soldato) una sola cosa: districarsi ciascuno per suo conto nel più breve tempo possibile da quella situazione senza via di scampo, di cui, sia pure confusamente, tutti erano consapevoli"


    Guerra e pace Bondarchuk

    "Dal 28 ottobre, quando incominciarono le giornate di gelo, la fuga dei francesi prese un carattere ancora più tragico: divenne la fuga di uomini che agghiacciavano e si abbruciacchiavano a morte intorno ai fuochi e che continuavano in pelliccia e in carrozza a fuggire col bottino dell'imperatore, dei re e dei duchi; ma, in sostanza, il processo della fuga e della disgregazione dell'esercito francese non si modificò menomamente.
    [...]
    ...l'esercito francese si dissolse e si disgregò [...] indipendentemente dal maggiore o minore rigore del freddo, dall'inseguimento, dagli ostacoli del cammino e da tutte le altre condizioni prese separatamente."



    Guerra e pace  Bondarchuk
    Le bandiere francesi e l'aquila napoleonica abbassate in segno di disfatta

    "Abbassale, abbassale la testa, -- disse [Kutusov] a un soldato che reggeva un'aquila francese e che senza accorgersene, l'aveva abbassata davanti al reggimento Preobajénski. -- Più in basso, più in basso, così."

    Guerra e pace  Bondarchuk

    Urrà, ragazzi! -- Disse, rivolgendosi ai soldati, con un rapido movimento del mento"

    Guerra e pace Bondarchuk
    La gioia del vecchio Kutusov: la Russia è salva!

    ================================
    I testi in corsivo sono di Tolstoj
    Le immagini sono tratte dal film di Serghei Bondarchuk.
    Cliccandoci sopra potete vederle ingrandite. Buon divertimento.

    Gli altri post su Guerra e Pace su NSP:
  • A letto con Tolstoj >>
  • Il genio militare >>
  • I biscotti dello Zar >>
  • Che cos'è Guerra e Pace? >>
  • Il film di Serghei Bondarchuk del 1966 >>
  • Il palcoscenico della mondanità >>
  • postato da: gabrilu alle ore 16:00 | link | commenti (5)
    categorie: libri, cinema
    mercoledì, 07 maggio 2008

    INTRANSIGENZE - VLADIMIR NABOKOV

    Vladimir Nabokov Intransigenze
    Vladimir NABOKOV, Intransigenze (tit.orig. Strong Opinions), traduz. Gaspare Bona, Adelphi, p.394, EAN13 9788845911002

    Troppo spesso si considera Nabokov come un auctor unius libri, il geniale artefice di un unico, isolato capolavoro che è Lolita. Libro forse più citato -- ho il sospetto -- che letto, e citato per giunta magari a sproposito da chi non avendo nemmeno sfogliato il libro crede di poterne parlare solo avendo visto il pur bel film di Kubrick la cui sceneggiatura scrisse lo stesso Nabokov o avendo visto -- peggio mi sento -- il patinato ed insulso remake della versione Lyne.

    Eppure Nabokov, scrittore russo naturalizzato statunitense, è autore di tanti altri romanzi tra cui La vera vita di Sebastian Knight (1941), Pnin (1957), Ada, o l'ardore ( 1969), tutti pubblicati da Adelphi e di importanti saggi di letteratura contenuti in Lezioni di letteratura della Garzanti, che testimoniano la vis polemica e l'acribia filologica delle sue lezioni alla Cornell University.
    postato da: gabrilu alle ore 09:48 | link | commenti (13)
    categorie: libri, leggere e scrivere
    lunedì, 05 maggio 2008

    L'INTRANSIGENTE

    Vladimir Nabokov
    Vladimir Nabokov

    Ho finito ieri di leggere le Intransigenze di questo signore qui che si vede nella foto.

    Raramente ormai un libro riesce -- come c'è riuscito questo -- a prendermi così tanto, a farmi ridere a crepapelle e da sola, ad estasiarmi per la brillantezza di scrittura (che bello, trovare qualcuno che sa davvero scrivere), per l'intelligenza delle argomentazioni. A farmi approvare e condividere entusiasticamente anche concetti e opinioni dalle quali a volte dissento drasticamente. Per riuscire a farmi tutto questo ci vuole proprio un outsider, e questo signore un outsider lo è. Decisamente.
    postato da: gabrilu alle ore 19:36 | link | commenti (10)
    categorie: libri, spigolature, leggere e scrivere
    venerdì, 02 maggio 2008

    L'ALLÉE DU ROI - FRANÇOISE CHANDERNAGOR

    Chandernagor - L'allée du Roi - cover
    Françoise CHANDERNAGOR, L'Allée du Roi. Souvenirs de Françoise d'Aubigné marquise de Maintenon épouse du Roi de France, Editions Gallimard, Collection Folio, 838 pages, ISBN-10: 2070341216, ISBN-13: 978-2070341214

    "Non pongo limiti ai miei desideri".

    Questa frase, tratta da una lettera di Madame de Maintenon a Godet-Desmarais, Vescovo di Chartres, è posta da Françoise Chandernagor in epigrafe alle memorie apocrife di colei che fu quasi regina di Francia.

    Ultraottantenne, la marchesa di Maintenon, vedova di Luigi XIV, si è ritirata a Saint-Cyr. Si è affezionata ad una bambina di sette anni, Marie de La Tour e decide di scrivere  per lei la storia della propria vita con la clausola testamentaria che Marie potrà leggere queste carte non prima del suo ventesimo compleanno.

    Dalla nascita nella prigione di Niort dove il padre -- un avventuriero privo di scrupoli -- era rinchiuso come falsario alla morte a Saint-Cyr nel ritiro del collegio per giovanette aristocratiche ma senza mezzi da lei stessa fondato; dall'oscura e poverissima infanzia trascorsa tra la provincia e le Antille francesi alla magnificenza della corte di Versailles; dalle nozze con il vecchio poeta Scarron, brillante e famoso ma brutto, storpio e invalido ("Meglio sposare lui che finire in un convento" scrisse la giovanissima Françoise, che aveva appena diciassette anni) a governante dei figli illegittimi avuti da Madame de Montespan da Luigi XIV alle nozze morganatiche (*) celebrate nel 1683 con il Re Sole (lei 48 anni, lui 45) alla morte della regina Maria Teresa; dalla compagnia gioiosa di Ninon de Lenclos e dei suoi amanti alla vita ritirata e devota degli anni della vecchiaia, la vita di Françoise d'Aubigné è avvincente quanto e forse più di un romanzo.

    Madame de Maintenon
    Françoise d'Aubigné marchesa di Maintenon

    Queste memorie apocrife sono contenute in un appassionante volume di circa ottocento pagine in cui Françoise Chandernagor ci restituisce, assieme al ritratto di una donna non molto nota ma dalla vita interessantissima, uno spaccato di più di quarantanni di storia di Francia vista e commentata da una persona di grande intelligenza ed acume che potè godere di  un osservatorio altamente privilegiato (alla corte di Versailles e a fianco del Re). Una testimone eccezionale di un' epoca che ancora oggi non ha perso nulla del suo interesse e del suo fascino in un libro in cui vediamo sfilare tutti i protagonisti della vita mondana, politica e culturale del tempo: Colbert, Scarron, Racine, Corneille, Voltaire, Madame de Sévigné, Madame de Lafayette, Ninon de Lenclos, Madame de Montespan, ministri e marescialli, La Rochefoucauld e teologi, vescovi e prelati come Fénelon e Bossuet e tanti tanti altri.

    Pierre Mignard Ritratto della Marchesa di Maintenon
    Pierre Mignard
    Ritratto di Françoise d'Aubigné Marchesa di Maintenon, 1694 c.

    Il libro si basa su una documentazione davvero imponente. La Maintenon ebbe cura, dopo la morte di Luigi XIV e prima di ritirarsi a Saint-Cyr, di bruciare tutte le lettere del Re, ma la Chandernagor ha potuto utilizzare le lettere della stessa M.me de Maintenon (ne sono pervenute circa quattromila) che costituiscono la fonte primaria del suo racconto e quelle a lei indirizzate dai suoi amici e conoscenti. Ha utilizzato poi i "Souvenirs" di Madame de Caylus, nipote della Maintenon e i "Memoirs" della sua segretaria M.lle d'Aumale e  testimonianze tratte dagli epistolari di M.me de Sévigné, di Saint-Simon,  della Principessa Palatina ed altri importanti memorialisti dell'epoca.

    Il volume è corredato da una ricca e dettagliatissima bibliografia ragionata ed inoltre, in una corposa Appendice, la Chardenagor indica con molta precisione, capitolo per capitolo le fonti (testimonianze e documenti) di volta in volta utilizzati ed i punti precisi in cui è stata costretta, in mancanza di informazioni e testimonianze dirette, a ricorrere all'immaginazione. "Ho cercato insomma in ogni caso di distinguere nettamente la parte certa da quella verisimile allo scopo di lasciare il lettore libero di giudicare", scrive nella prefazione.

    Mi sono dilungata sul metodo seguito da Françoise Chandernagor perchè trovo questo libro un eccellente esempio di come si possa scrivere e strutturare un testo di storia in modo serissimo e documentato rendendolo contemporanemente di scorrevole ed appassionante lettura. E' un peccato che un libro del genere non sia stato tradotto e pubblicato in italiano: forse lo si considera troppo specialistico? Lo è e non lo è. Io sono sicura che la vita di Francoise d'Aubigné Marchesa di Maintenon, così come ce la presenta la Chandernargor troverebbe anche in Italia lettori e lettrici interessati.

    Francoise Chandernagor
    Françoise Chandernagor

  • Francoise Chandernagor >>
  • Il libro >>


  • ====================
    (*) Il matrimonio morganatico sancisce la relazione personale tra due soggetti di condizione sociale diversa - uno nobile e uno no, in genere: ciascuno dei due mantiene la propria posizione sociale originaria, e i figli nati in questo tipo di matrimonio non sono bastardi, ma non  rientrano nella linea dinastica e non possono  dunque  vantare alcun diritto di successione al trono.
    postato da: gabrilu alle ore 13:40 | link | commenti (5)
    categorie: libri, attualita e storia, dalla parte di lei
    giovedì, 01 maggio 2008

    PORTELLA DELLA GINESTRA (1° MAGGIO 1947)

    Portella della Ginestra

    Portella della Ginestra è una località in provincia di Palermo, situata nei pressi della Piana degli Albanesi. Sul luogo della strage ci sono tanti cippi come questi.

    Portella della Ginestra

    Portella della Ginestra
    U ME CORI
    DOPPU TANTANNI
    E' A PURTEDDA
    NTA PETRA
    E NTO SANGU
    DI CUMPAGNI
    AMMAZZATI


    (Il mio cuore/ dopo tanti anni / è a Portella / nella pietra / e nel sangue / dei compagni / ammazzati)

  • La strage di Portella su NSP >>
  • postato da: gabrilu alle ore 01:18 | link | commenti (4)
    categorie: cose di sicilia, attualita e storia
    martedì, 29 aprile 2008

    IO MI CI RITROVO

    Due post da due blog che leggo sempre, anche se non commento quasi mai

  • Donne! E' venuto il momento di difenderci da sole. Niente possiamo aspettarci da chi sfrutta la violenza che ci infligge, ormai quotidianamente, a fini di piacere, di lucro e di potere

  • Continua a leggere su La voce di Ghismunda

  • Un articolo di Stefano Rodotà

  • Sono francamente ammirato dall'impassibilità con la quale tanti commentatori analizzano i flussi elettorali, esaltano la radicale semplificazione del sistema parlamentare, assumono la Lega come riferimento, si chiedono se siamo entrati nella Terza Repubblica o se la Seconda Repubblica comincia solo ora. Ma...

    ...Continua a leggere su Critica dell'interfaccia >>
    postato da: gabrilu alle ore 00:56 | link | commenti (2)
    categorie: presi dalla rete, attualita e storia, dalla parte di lei
    venerdì, 25 aprile 2008

    LIBERAZIONI

    Robert Capa Sicilia 1943
    Sicilia. Sperlinga, vicino Troina (provincia di Enna), 4 agosto 1943
    Un contadino indica la strada ad un militare americano
    Foto © Robert Capa - Magnum/Contrasto

    La fine della guerra in Sicilia avvenne nel 1943 con lo sbarco dei soldati americani ed inglesi sulle coste meridionali dell'isola che risalirono poi dalla costa sud verso Palermo attraversando vari paesi.

    In questo video, lo sbarco in Sicilia documentato dalle fotografie di Robert Capa.



    La Sicilia non ha conosciuto l'occupazione tedesca e la guerra partigiana e il 25 aprile del 1945 l'Isola si ritrovava con problemi completamente diversi da quelli del resto dell'Italia: noti capi mafia nominati sindaci dagli Alleati americani, il movimento per l'occupazione delle terre incolte, il movimento separatista.

    Renato Guttuso
    Renato Guttuso, Occupazione delle terre incolte in Sicilia, 1949/50, olio su tela
    Dresdsa, Gëmaldgalerie

    Tutto questo ha influito enormemente sulla diversificazione della storia della Sicilia da quella  della penisola.

    Io credo sia giusto ricordarlo, anche se di sfuggita come sto facendo adesso.

    Robert Capa
    Soldati americani in Sicilia, foto di Robert Capa

    I recentissimi risultati  delle elezioni per il nuovo governo della Regione Sicilia hanno determinato  la massiccia  vittoria di un movimento politico che si chiama  Movimento per l'Autonomia ed il cui leader aveva già, per le elezioni nazionali del 2006, scelto di allearsi con la Lega Nord di Bossi.

    E' proprio perchè in questo momento si tende più a separare che ad unire, più a trovare elementi di divisione piuttosto che di convergenza che credo sia importante per tutti i siciliani che, come me, tengono a una identità nazionale a non dimenticare cosa il 25 aprile del 1945 abbia significato per tutti.

    Non sono tra coloro che mitizzano la Resistenza e credo che, dopo tanti anni, ci si possa anche permettere di rileggere criticamente anche quel periodo storico. Non sono tra coloro che vedono i Cattivi tutti da una parte e i Buoni tutti da un'altra.

    Questo però non mi impedisce di continuare a pensare che il 25 aprile del 1945 sia ancora oggi una data da ricordare e da celebrare come vera e propria Festa di Liberazione Nazionale.

  • Piero Calamandrei - "Lo avrai, Camerata Kesserling..."
  • postato da: gabrilu alle ore 00:39 | link | commenti (10)
    categorie: cose di sicilia, presi dalla rete, attualita e storia
    martedì, 22 aprile 2008

    L'ETICA DELLA DIVULGAZIONE

    Palermo - Fontana dei giardini della Zisa
    Palermo, Fontana dei giardini della Zisa
    Foto gabrilu

    "Com'è facile disobbedire a un morto! Se a volte gli eredi seguono le sue volontà, non è per paura o per obbligo ma perché gli sono affezionati e si rifiutano di considerarlo morto."
    (Milan Kundera, I testamenti traditi)


    Il post di sabato nel quale riportavo un brano di Milan Kundera ha suscitato opinioni abbastanza divergenti. Non ho la pretesa di riuscire a rispondere.
    Vorrei però provare a dire anch'io la mia.

    Sono d'accordo con Kundera per vari motivi. Ne accenno solo due.
    postato da: gabrilu alle ore 19:20 | link | commenti (4)
    categorie: libri, spigolature, cose varie, proust, leggere e scrivere
    sabato, 19 aprile 2008

    MORALE DELL'ESSENZIALE E MORALE DELL'ARCHIVIO

    Milan Kundera
    Milan Kundera

    "L'opera [...] non è tutto ciò che un romanziere ha scritto: lettere, taccuini, diari, articoli. L'opera è l'esito di un lungo lavoro su un progetto estetico.
    Mi spingerò oltre: l'opera è ciò che l'autore approverà nel momento del bilancio. La vita, infatti, è breve, la lettura lunga e la letteratura si sta suicidando con il suo insensato proliferare. Ogni romanziere, cominciando da se stesso, dovrebbe eliminare tutto ciò che è secondario, raccomandare per sé e per gli altri la morale dell'essenziale.

    Ma non ci sono solo gli autori, le centinaia, migliaia di autori, ci sono anche i ricercatori che, guidati da una morale completamente opposta, accumulano tutto ciò che trovano nel tentativo di abbracciare il Tutto, loro scopo supremo. Il Tutto, cioè una montagna di scartafacci, di paragrafi cancellati, di capitoli rifiutati dall'autore ma che i ricercatori pubblicano in edizioni dette "critiche" sotto la perfida etichetta di "varianti", il che significa, se le parole hanno ancora un significato, che tutto ciò che l'autore ha scritto si equivale, è in ugual modo autorizzato da lui.

    La morale dell'essenziale ha lasciato il posto alla morale dell'archivio. (L'ideale dell'archivio: la dolce eguaglianza che regna in un'immensa fossa comune)."

    (Milan Kundera, Il Sipario, p.109)

  • Di questo libro di Kundera avevo scritto >>qui
  • postato da: gabrilu alle ore 10:35 | link | commenti (4)
    categorie: libri, spigolature, leggere e scrivere
    giovedì, 17 aprile 2008

    FOTO DI GRUPPO CON SIGNORA - HEINRICH BÖLL

    Foto di gruppo con signora cover
    Heinrich BÖLL, Foto di gruppo con signora (tit. orig. Gruppenbild mit Dame), traduz. Italo Alighiero Chiusano, p. 358, Einaudi, EAN13 9788806182762

    Foto di gruppo con signora di Heinrich Böll, scrittore considerato tra i migliori della letteratura tedesca del dopoguerra è un grande affresco di cinquant'anni di vita nella Germania dall'età Guglielmina al secondo dopoguerra e precisamente dagli anni '20 agli anni '70. Pubblicato nel 1971, divenne immediatamente un best seller mondiale e valse al suo autore il Nobel per la Letteratura che gli venne conferito nel 1972.

    E' un racconto corale a più voci che ruota tutto attorno alla figura della protagonista Leni, una signora di mezza età taciturna e riservata, abbastanza enigmatica, fiera ed ingenua, capace di atti di umana generosità anche in tempi tremendi e correndo grandi rischi. La figura di Leni viene presentata così nell'incipit "La protagonista femminile dell'azione, nella prima parte, è una donna di quarantotto anni, germanica: alta m 1,71, pesa kg 68,8 (in abito da casa), perciò ha solo 300-400 grammi meno del peso ideale. Ha occhi cangianti tra il blu cupo e il nero, capelli biondi molto folti e lievemente imbiancati, che le pendono giù sciolti, aderendole al capo, lisci, come un elmetto. Questa donna si chiama Leni Pfeiffer, nata Gruyten..." 
    postato da: gabrilu alle ore 13:33 | link | commenti (8)
    categorie: libri
    martedì, 15 aprile 2008

    HEINRICH BÖLL E MARCEL PROUST

    Romy Schneider
    Leni Gruyten (Romy Schneider)
    nel film Gruppenbild mit Dame di Alexandar Petrovic del 1976

    "una mattina, nell'attraversare la strada mentre andava a comprarsi i panini, il suo piede destro ha riconosciuto sul lastrico un punto dissestato con cui aveva avuto l'ultimo contatto quarant'anni prima, quando Leni saltellava proprio lì con altre ragazze; si tratta di una minuscola crepa in una lastra di basalto che deve essere stata provocata dal lastricatore quando la strada fu fatta, e cioè intorno al 1894. Il piede di Leni trasmise subito la notizia alla sua corteccia cerebrale, la quale diffuse l'impressione a tutti gli organi e i centri sensitivi, e poichè Leni è una persona oltremodo sensuale, per cui tutto, ma proprio tutto si converte in erotismo, essa subì, travolta dall'estasi, dalla nostalgia, dalla memoria, da un'eccitazione totale, quello stato d'animo che nei dizionari teologici -- anche se in quella sede con altro significato -- si potrebbe definire "attuazione assoluta dell'essere"; e che, degradato in maniera imbarazzante da grossolani erotologi e da dogmatici della sessualteologia, vien definito orgasmo."
    (Heinrich Böll, Foto di gruppo con signora, traduz. Italo Alighiero Chiusano)


    Marcello Mazzarella
    Il Narratore (Marcello Mazzarella)
    nel film Il tempo ritrovato di Raoul Ruiz del 1999

    "... ero entrato nel cortile del palazzo Guermantes e, assorto com'ero [...], non m'ero accorto di un'automobile che stava avanzando; al grido dell'autista ebbi appena tempo di scansarmi bruscamente, e indietreggiai tanto da inciampare contro i ciotoli livellati dietro i quali si trovava una rimessa. Ora, nel momento in cui, per recuperare l'equilibrio, posai il piede su un ciottolo un po' meno rialzato del precedente, tutto il mio scoraggiamento svanì di fronte alla medesima felicità che, in momenti diversi dell mia vita, m'aveva procurata la veduta d'alberi che avevo creduta di riconoscere in una passeggiata in carrozza nei dintorni di Balbec, la vista dei campanili di Martinville, il sapore di ua maddalena inzuppata in un infuso, e tante altre sensazioni di cui ho parlato e che le ultime opere di Vinteuil m'eran parse sintetizzare."
    (Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, Il Tempo ritrovato, Mattinata dai principi di Guermantes, traduz. di Giorgio Caproni)
    postato da: gabrilu alle ore 14:04 | link | commenti (11)
    categorie: libri, spigolature, proust, leggere e scrivere
    lunedì, 14 aprile 2008

    LA MACCHINA GIRAVA, GIRAVA

    Qui in Sicilia si vota anche per le Regionali, e si può esprimere il voto di preferenza per un candidato.

    Honoré Daumier
    Honoré Daumier (1808 - 1879)

    Quando sono andata a votare, ieri mattina, davanti al mio seggio circolavano nugoli di figuri che sembravano ciondolare oziosamente, ma che in realtà erano galoppini venuti a controllare i votanti...La scena si ripete ad ogni tornata elettorale e ancora oggi non è molto diversa da quella cui assiste Amerigo Ormea, scrutatore alle elezioni del 1953, ne La giornata di uno scrutatore, il romanzo breve di Italo Calvino pubblicato nel 1963.

    "Entrò in cortile un'auto nera e grossa. L'autista col berretto uscì ad aprire. Ne scese un uomo dritto, i capelli grigi, ben rasato. Portava un impermeabile chiaro di quelli con tanti bottoni e passanti, e il bavero mezzo su e mezzo giù. Ci fu un muovere di gente, i poliziotti facevano il saluto.
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    categorie: spigolature, cose varie, cose di sicilia, attualita e storia
    venerdì, 11 aprile 2008

    LA LINGUA DELL'ESILIO

    Sergej Dovlatov
    Sergej Dovlatov

    In questi giorni ho letto Il libro invisibile di uno scrittore del quale avevo sentito parlare ma di cui non avevo letto ancora nulla: Sergej Dovlatov, nato nell'ex URSS nel 1941 e morto negli Stati Uniti nel 1990.
    postato da: gabrilu alle ore 12:54 | link | commenti (4)
    categorie: libri, spigolature, leggere e scrivere
    mercoledì, 09 aprile 2008

    LE LACRIME AMARE DI PETRA VON KANT

    Le lacrime amare di Petra von Kant
    Petra von Kant (Margit Carstensen) e Karin Thimm (Hanna Schygulla)

    "Ogni volta che due persone si incontrano e stabiliscono una relazione si tratta di vedere chi domina l'altro. La gente non ha imparato ad amare. Il prerequisito per potere amare senza dominare l'altro è che il tuo corpo impari, dal momento in cui abbandona il ventre della madre, che può morire. Il punto è che credo di potere esprimere meglio quello che sento quando uso un personaggio femminile come centro." (Rainer Werner Fassbinder)

    "Le lacrime amare di Petra Von Kant", film del 1972 del tedesco Rainer Werner Fassbinder è una storia di donne che è soprattutto una storia di dipendenza e di potere. Ma anche di una dolorosa presa di coscienza.
    postato da: gabrilu alle ore 00:12 | link | commenti (12)
    categorie: cinema
    lunedì, 07 aprile 2008

    LE MAÎTRE DES ÂMES - IRÈNE NÉMIROVSKY

    Le Maitre des ames Némirovsky
    Irène NÉMIROVSKY, Le maître des âmes, Gallimard coll. Folio, ISBN 2070342514

    Nizza, 1920. Dario Asfar è un giovane medico "meteco" (e cioè mezzo greco e mezzo italiano) che si trova nella più nera miseria. La sua giovane moglie ha appena partorito e lui deve assolutamente trovare il modo di provvedere alla famiglia. Accetta così di compiere un atto che ripugna alla sua morale, ma ha bisogno di soldi e questo intervento gli consente di mangiare e di provvedere almeno momentaneamente alla giovane moglie e al neonato. Pensa si tratti di un fatto eccezionale. Lui è un medico serio, competente e onesto. Ma non andrà così. Ha solo cominciato. Ne commetterà altri, di atti illegali e contrari alla morale comune. E poi, passo dopo passo diventerà il "Signore delle anime", amato e conteso da tutta l'alta società parigina. Un ciarlatano che, usando una psicanalisi rivisitata a suo uso e consumo, pretende di salvare le anime torturate.

    Irène Némirovsky ci porta questa volta nel periodo tra le due guerre per seguire questo medico ebreo ossessionato dal danaro e il cui solo obiettivo è quello di diventare ricco, di elevarsi in ogni modo possibile in una società ipocrita e futile che lo rifiuta come medico serio e competente -- quale Asfar è, in realtà -- ma lo idolatra quando, spinto dalla miseria, diventa un esotico ciarlatano alla moda, del quale si dice che è capace di "curare le anime".
    postato da: gabrilu alle ore 00:16 | link | commenti (4)
    categorie: libri